Psiche: la paura del cambiamento

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Cambiare richiede energia, forza di volontà, determinazione e voglia di perseverare perché a volte, di fronte ad alcune difficoltà, la tentazione di tornare indietro può annullare i propositi di cambiamento. A volte è difficile proprio fare il primo passo, mettersi sulla strada del cambiamento, perché è più comodo trastullarsi su ciò che si ha o si è, come direbbe Erich Fromm, il celebre autore di “Avere o Essere” (Mondadori).

Ci sono tanti tipi di cambiamento: alcuni sono più facili e accettabili come ad esempio quelli riguardanti il lavoro: le persone più disposte al cambiamento hanno in genere una discreta flessibilità che dipende dalla professionalità e dalle competenze acquisite.

"Invece i cambiamenti più difficili da accettare sono collegati alla sfera emotiva, nella quale sono coinvolti gli affetti, soprattutto in caso di separazione da un partner o dalla famiglia di origine - sostiene Roberto Pani, docente di Psicologia Clinica all'Università di Bologna.

Non è da trascurare nemmeno la difficoltà di cambiamenti che riguardano la socialità, come la capacità di gestire i rapporti con amici, i trasferimenti in altre città, i traslochi, di entrare in nuovi gruppi di lavoro o di sport.

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I consigli dello psicoterapeuta Roberto Pani, docente di psicologia clinica all'Università di Bologna

Cambiamento: non sempre la parola suscita sentimenti positivi, data  l'imprevedibilità del cambiamento stesso. Così ne abbiamo paura e lo  evitiamo, con il rischio di rimanere statici e (forse) un po' infelici.

Ma il cambiamento è crescita ed energia. Superare la paura si può: ne parliamo con lo psiconalista.

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