Cetrioli sì, se italiani 

L'infezione si estende dalla Germania a Spagna, Inghilterra e Danimarca. Ma in Italia stiamo tranquilli

di Neva Ganzerla  - 01 Giugno 2011
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Il focolaio di Escherichia Coli killer legato ai cetrioli potrebbe peggiorare nei prossimi giorni. Lo sostiene uno scienziato tedesco alla Bbc online, dopo che le vittime sono salite a 14 in Germania e le infezioni sono ormai centinaia.
 
I sintomi con cui si manifesta l'infezione da questo particolare tipo di Escherichia Coli sono forti coliche addominali e diarrea acquosa, con perdita di appetito. Nei casi più gravi si può assistere a una sindrome emolitica-uremica che può causare un blocco renale. La diarrea diventa emorragica, le urine presentano tracce di sangue. Il quadro clinico può quindi degenere fino alla morte.
 
"Ci auguriamo che il numero di casi scenda, ma temiamo che" la situazione "sia destinata a peggiorare", spiega Oliver Grieve del Medical University Center di Schleswig-Holstein, dove molti pazienti sono in terapia.
 
E se i cetrioli spagnoli sono stati i primi indiziati del contagio, i funzionari iberici sottolineano come non sia ancora chiaro dove e quando le verdure sono state contaminate.
 
Finora il Robert Koch Institute (RKI) ha confermato 329 casi in Germania, anche se in alcuni rapporti i numeri si impennano, e si parla addirittura di 1.200 contagiati.
 
L'infezione intanto si diffonde: in Svezia le autorità parlano di 36 infezioni sospette da E. Coli, tutte collegati a viaggi in Germania settentrionale. Altri casi sono stati segnalati anche in Svizzera, Danimarca, Paesi Bassi e Regno Unito.
 
Recentemente, il vicepremier spagnolo Alfredo Perez Rubalcaba ha annunciato ai microfoni di Cadena Ser, la stazione radio più ascoltata in Spagna, che le autorità nazionali stanno valutando la possibilità di intentare un'azione legale contro le autorità dello Stato tedesco di Amburgo per aver additato come responsabili dell'epidemia di E. Coli proprio i cetrioli spagnoli.
 
Nonostante la retromarcia della Germania, che ha temporaneamente "scagionato" i cetrioli iberici (dal momento che la fonte dell'epidemia non è stata ancora individuata con certezza), Madrid non dimentica le accuse rivolte ai propri prodotti dalle autorità sanitarie di Amburgo lo scorso 26 maggio.
"Non ci sono mai stati casi nel nostro Paese" ha sottolineato Rubalcaba "Questo significa che il batterio non è in Spagna. Eppure è stata messa in dubbio la qualità dei nostri prodotti", il che ha causato crolli nelle vendite e una perdita di 200 milioni di euro a settimana, con una crisi che potrebbe far saltare 70 mila posti di lavoro in un Paese che ha già il più alto tasso di disoccupazione della UE.
 
Secondo gli uffici dell'Unione europea non c'è necessità di bloccare le importazioni, perché è tutto sotto controllo e servono approfondimenti sulle cause del contagio, ma attualmente il mercato ortofrutticolo è in ginocchio, il consumo si è ridotto e a pagare le conseguenze della situazione sono i produttori del settore orticolo.
 
In Italia ancora non è stato lanciato alcun allarme e le autorità tranquillizzano i cittadini, consigliando però di accertarsi della provenienza dei prodotti al momento dell'acquisto.
"I consumatori cerchino i prodotti nostrani e li gustino con la massima tranquillità: sono supercontrollati" afferma Franco Manzato, assessore all'Agricoltura del Veneto, che non ha dubbi sulla qualità dell'ortofrutta delle filiere venete e nazionali e lo dimostra personalmente assaggiando un improvvisato piatto di cetrioli a km 0.
   
"Anche questa volta, come in molte, troppe occasioni in passato" ha ricordato Manzato "Il problema viene da fuori confine e dalla paura che si è sparsa ovunque per i cetrioli killer, ai quali in Germania e nei Paesi nordici sono state attribuite finora una quindicina di vittime e più di mille persone con gravi sintomi di intossicazione da Escherichia coli".
 
"Anche da noi sono arrivati cetrioli spagnoli, che coprono soprattutto i mesi delle primizie e la cui importazione si è drasticamente ridotta dai 2.300 quintali di aprile ai 148 di maggio. In ogni caso" ha ribadito Manzato "I consumatori possono contare sul prodotto nazionale, che viene da sempre controllato a partire dalle aziende e in tutta la filiera. Insomma" ha concluso Manzato "Consumate sicuri i nostri prodotti".
 
Sebbene i nostri prodotti però siano controllatissimi è sempre meglio tenere sempre ben presenti le basilari norme igieniche.
In una nota, il Ministero della Salute ricorda infatti che per evitare episodi di tossinfezione alimentare da Escherichia Coli (e non solo) basta lavare molto bene le verdure, gli utensili utilizzati in cucina, lavarsi bene le mani ed evitare il contatto di prodotti già lavati con quelli da lavare.
Regole tanto semplici quanto importanti.

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