Felicità, questa sconosciuta? 

Come essere felici in poche semplici regole. Guida al tentativo di assolvere il compito più difficile e antico del mondo

 - 07 Aprile 2012

La ricerca della felicità è come il mestiere più antico del mondo, esiste da sempre - per gli Americani è addirittura uno dei diritti fondamentali di ogni persona - e da sempre con suprema destrezza sembra volerci eludere. Ma ci scappa perchè siamo noi che sbagliamo qualcosa - in altre parole, la cerchiamo male - o perchè effettivamente è una condizione incompatibile con la natura umana?
Studiosi, religiosi, guide spirituali in tutto il mondo in tutte le epoche si sono occupati della questione, e alla fine pare esistano alcune "leggi della felicità" più o meno universalmente condivise, e l'idea di base è che chi non conosce la felicità è perchè sbaglia qualcosa.
 
Uno dei modi più comuni per cercarla è consumando - il mondo come lo conosciamo non esisterebbe se non comprassimo continuamente qualcosa, dal rossetto all'automobile, per sentirci "felici", i più fortunati ne traggono un piacere momentaneo, i meno fortunati nemmeno quello.
Cosa altro può funzionare allora?
Un modo per essere "felici" è partire dal meno per arrivare al più - quella che si potrebbe chiamare la legge del crescendo. Facciamo qualche esempio concreto: quando si va a visitare una città, iniziare vedendo le cose meno belle per arrivare alle più spettacolari; in un museo, iniziare dai pezzi meno noti e chiudere con i capolavori; in cucina, mangiare per primo quello che piace di meno e chiudere con il piatto preferito, etc. Il piacere crescerà tanto da arrivare ad essere felicità.
Nella vita il trucco è non dare (ai figli ad esempio) e a sè stessi tutto subito, ma lasciare nascere e vivere un desiderio prima di soddisfarlo. Quando si ottiene ciò che si è tanto desiderato ci si rende così conto del suo valore e della sua importanza e l'averlo ottenuto sarà una conquista che genera soddisfazione e felicità.
Uno dei motivi alla base della infelicità infatti è il dare tutto per scontato e non valorizzare ciò che abbiamo intorno:  desiderare, aspirare e poi ottenere genera una sensazione di riempimento e felicità.
Un altro metodo utile per trovare la felicità è non rincorrere le cose - ho un paio di scarpe, ne voglio un altro e poi un altro e poi un altro, ho una casa, ne voglio una più grande e più bella, la ottengo ma non sono contento perchè ne voglio subito un'altra ancora più grande e più bella, e così via - ma imparare a fermarsi e godere di ciò che si ha sottomano. Qualcuno la chiama la regola dei beni base, tendenzialmente di tre categorie - corpo, cuore e mente - e che sono diversi per ognuno di noi ma corrispondono a due criteri fondamentali: li vogliamo indipendentemente da tutto e da tutti, e saranno ancora importanti per noi tra qualche anno?
Per concludere, la felicità è uno stato d'animo - ovvio direte - meno ovvio è che richiede predisposizione: per potersi manifestare ha infatti bisogno che la persona la voglia e riconosca ciò che la rende possibile.

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