5 modi per stimolare il punto G

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    Credits: Corbis

    Mai come in questa situazione è il caso di dire 'Andiamo dritti al sodo': va infatti chiarito che il tanto rinomato e chiacchierato punto G non è un 'magic botton' (come lo chiamano scherzosamente gli americani) che basta toccare per avere un orgasmo. Si tratta di un'area specifica che, se stimolata nel modo corretto, può procurare molto piacere ad alcune donne. Meglio quindi non trarre conclusioni affrettate perché tutte le donne lo hanno ma non tutte sono sensibili.

    Il primo consiglio degli esperti è quindi quello di non essere precipitosi. La masturbazione deve avvenire sempre con molta delicatezza e pazienza perché quando viene fatta pressione nel punto G molte donne provano la strana sensazione di dover urinare tuttavia, se si continua a stimolare, diminuisce automaticamente, provocando, in poco tempo, un piacere intenso.

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    Il punto G è collocato nella parete anteriore della vagina a 5 centimetri di profondità proprio dietro il clitoride. Alla maggior parte delle donne sono necessari lunghissimi preliminari e molta stimolazione sessuale prima che il punto G possa procurare davvero piacere. La chiave del piacere sono quindi, senza dubbio preliminari prolungati nel tempo e una lunga 'sollecitazione' manuale oppure orale o un lungo rapporto. Per farla breve: occorre durare tanto a lungo quanto è necessario alla partner per avere un orgasmo del punto G durante il rapporto.

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    Ecco come metterti (o mettere il tuo partner) alla ricerca del punto G: piega il dito medio verso l'alto e tastando avanti e indietro alle tue 'ore 12' all'interno della vagina cerca di tracciare una linea immaginaria che va dall’osso pubico fino al collo dell’utero. Generalmente (ma qui il condizionale è d'obbligo perché l'anatomia femminile è una continua scoperta) dovresti riconoscere il punto G dal suo tessuto leggermente più rugoso e turgido, in rilievo rispetto alle zone limitrofe, come il palato per intenderci.

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    Le posizioni sessuali migliori a solleticare il punto G sono quelle da dietro: la cosiddetta "pecorina", oppure lei sopra a cavalcioni o ancora con lui inginocchiato e lei seduta con le sue gambe intorno alla tua vita, mentre lui afferra l'anca e la tira mentre la penetra. Non saranno le posizioni più comode ma ricordatevi che il pene deve entrare con un angolazione all'insù per colpire il punto G. Una variante per chi ha i muscoli scolpiti da anni di Pilates, è quella con l'uomo disteso sulla schiena, e la donna inginocchiata di tergo, che si siede sul pene dell'uomo. Il punto G così viene stimolato dalla punta del pene a ogni colpo.

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    Un consiglio per il partner: prova con il respiro. E con due dita naturalmente! Il punto G non è delicato come il clitoride, richiede molta più pressione. Inserisci dolcemente nella vagina l'indice e il medio insieme e alternare il tocco costante con diversi movimenti accompagnati dal tuo respiro.

    Puoi provare con lo stantuffo e cioè avanti e indietro come un pistone; la fluttuazione, come lo stantuffo, con movimenti però più dolci e più lenti; le vibrazioni: movimenti molto veloci veloci, come quando tremi dal freddo e infine quello che gli esperti chiamano 'l’invito': piegando entrambe le dita in su e leggermente verso di te come  in un gesto di richiamo.

    Ricordati che devi rimanere 'ancorato' al punto G almeno 15 minuti perché la tua compagna provi davvero piacere.

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Per trovarlo bisogna stimolarlo, ma per stimolarlo bisogna prima averlo trovato: un paradosso, lo sappiamo. Ma una volta scoperto il punto sacro, la via del piacere è tutta in discesa.

 

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