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Pelle: una nuova tecnica per la diagnosi 

La biopsia, invasiva e dolorosa, lascerà il posto ad una nuova tecnica diagnostica più soft

di Neva Ganzerla  - 20 Settembre 2010

Tutta italiana la tecnica che ci permetterà di diagnosticare i problemi cutanei senza ricorrere a dolorose e invasive biopsie cutanee.
 
Si chiama microscopia confocale in vivo e sfrutta la tecnologia del microscopio ad alta risoluzione per tenere sotto controllo la comparsa e il decorso di tutte le malattie della pelle.
 
Il Dottor Marco Ardigò,  del Dipartimento di Dermatologia Clinica dell'Istituto dermatologico San Gallicano di Roma, ha descritto questa nuova tecnica in occasione del 65° Congresso della Società brasiliana di Dermatologia, tenutosi a Rio de Janeiro: "La microscopia confocale in vivo ha applicazioni sia nell'ambito oncodermatologico (melanoma e tumori cutanei, come il carcinoma basocellulare o il carcinoma spinocellulare), sia quello delle malattie infiammatorie cutanee (psoriasi, eczema, collagenopatie, melasma, vitiligine, ecc.) e anche in cosmetologia. La risoluzione d'immagine è sovrapponibile a quella della microscopia ottica standard e permette di ottenere informazioni analoghe senza dover sottoporre il paziente a dolorose biopsie cutanee, che oltretutto lasciano cicatrici".
 
Proprio per questa particolarità, questo tipo di indagine può essere ripetuta su più lesioni cutanee nella stessa seduta e più volte nel tempo senza causare problemi funzionali, estetici o di stress.
 
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