Così giovani, così grassi 

Abbiamo i figli più ciccioni d'Europa. Dagli più affetto e meno cibo

di Antonella Trentin  - 25 Gennaio 2010

Chili di troppo? L'Italia non bada all'estetica, preferisce abboffarsi.

Mentre la moda propone bellezze eteree, taglia 40, il nostro Paese pericolosamente ingrassa. Gli obesi sono già 4 milioni e mezzo e 16 milioni le persone sovrappeso. Ogni anno il numero degli extralarge aumenta in modo costante, tanto da immaginare nel 2015 un 40 per cento di grassi in più. Ovvero 28 milioni di italiani con seri problemi di bilancia e salute. Primi fra tutti i bambini.

Già oggi i nostri ragazzini sono i più paffuti d'Europa con un 28 per cento di adolescenti sopra il livello di adipe consentito. «È un'epidemia, anche perché nell'80 per cento dei casi i bambini grassi diventeranno adulti over size» dice Michele Carruba, docente di Farmacologia e direttore del Centro studi sull'obesità dell'università di Milano. «Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, il sovrappeso è la vera emergenza del terzo millennio: porta con sé malattie cardiocircolatorie, diabete mellito, osteoporosi, diversi tipi di tumore e costa allo Stato, in termini di cure, qualcosa come 22,8 miliardi di euro l'anno». Ecco perché Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale), Federsanità Anci (Aziende sanitarie e Comuni per l'integrazione socio-sanitaria) e AssoTisanoreica, associazione legata al noto centro dietetico di Gianluca Mech, hanno unito le forze e dichiarato il 2010 "anno di lotta all'obesità".

«Il primo atto di questa battaglia» spiega Donatella Alesso, vicepresidente scientifico di Fimmg, «è aumentare la sensibilità e la conoscenza da parte dei medici. Faremo corsi di formazione in tutta Italia. I dottori impareranno indicazioni e controindicazioni di ogni dieta, forniranno ai cittadini nozioni di base sulla corretta alimentazione e indirizzeranno gli obesi a specialisti esperti. Ma soprattutto, con la tecnica del colloquio motivazionale, sapranno rafforzare la spinta del paziente a dimagrire e troveranno insieme la soluzione che meglio si attaglia al suo caso».

Il piano d'attacco all'obesità è stato presentato all'Hotel Hilton di Roma, madrina Valeria Marini. Una testimonial più vicina alle curve di Marilyn Monroe che agli spigoli di Kate Moss, eppure attenta al cibo, alla salute, alla palestra. «Per tenermi in forma ascolto il mio corpo» racconta la showgirl. «Lo nutro quando ne ha bisogno. E poi a non farmi ingrassare ci pensa il lavoro, sono sempre di corsa...». Più della vita frenetica, serve camminare di buona lena. Lo scarso movimento, infatti, è tra le cause principali dell'obesità dilagante. «Fino a due generazioni fa» dice Carruba «molte persone facevano lavori di fatica nei campi o in fabbrica, ora la maggioranza sta dietro una scrivania. Non si alza mai dalla sedia, per fare le scale usa l'ascensore e in ufficio va in macchina. Per sconfiggere l'obesità non basta perdere 10 o 20 chili. È indispensabile il movimento. Nella vita normale facciamo 5 mila passi al giorno. Per stare bene dovremmo farne 10 mila: mezz'ora di cammino. Mantenere i muscoli attivi serve a facilitare un buon livello di metabolismo. Il muscolo, infatti, è un tessuto vivo, in continuo rinnovamento e con richieste metaboliche molto superiori rispetto al tessuto grasso». L'attrice Barbara Chiappini si allena con i suoi cani. «Sono loro a farmi rimanere snella» dice. «Li porto a passeggio sia d'estate sia d'inverno. Con la palestra invece sono meno costante».

Ma quanto incide la qualità del cibo sull'obesità? I prodotti preconfezionati, industriali, le famigerate merendine, contribuiscono all'adipe di troppo oppure no? «La differenza tra un farmaco e un veleno sta nella quantità di prodotto» risponde Carruba. «Lo stesso vale per il cibo. Una merendina non fa male se poi si assume la giusta dose di frutta e di vitamine. In altre parole, l'alimentazione dev'essere equilibrata come la dieta mediterranea». Cioè pasta, pizza e pomodoro? «Non solo» chiarisce l'esperto. «La vera dieta mediterranea, in uso quando l'Italia era un Paese più povero, prevedeva ogni giorno un menù diverso. Si mangiavano pasta, pane, frutta, verdura, pesce, poca carne, il dolce solo nei giorni di festa. Il cibo era poco raffinato, ma ricco di fibre. I sacri testi di un buon dietologo dicono ancora oggi che bisogna nutrirsi per il 55 per cento di carboidrati, il 25-30 per cento di grassi e il resto di proteine. Anche per dimagrire, si devono mantenere le stesse proporzioni, riducendo la quantità di cibo».

Sulla dieta, in realtà, esistono infinite scuole di pensiero. Gianluca Mech propone un regime che toglie carboidrati e grassi per 20 giorni, poi li reintegra con gradualità nello stesso arco di tempo. Risultato: si perdono 6-8 chili. «Con le nostre ricette non si sente la fame» spiega Mech. «In più la dieta Tisanoreica ha un effetto euforizzante e antidepressivo perché agisce sulla serotonina, nota come l'ormone del buonumore».

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