Depressione, colpa della crisi 

In Italia aumentano i casi di stati di ansia e depressione a causa dell'incertezza sul lavoro e della precarietà economica

di Francesca Pace  - 19 Ottobre 2009

La crisi economica sta mettendo seriamente a rischio - oltre al conto in banca - la salute degli italiani. Già poco tempo fa l'Oms  aveva definito la depressione "male del secolo",  proprio per l'enorme diffusione della depressione nel mondo. E l'Eurodap , l'Associazione europea disturbi da attacchi di panico, aveva rivelato che 9 italiani su 10 sono stressati.

A confermare questa tendenza, ora si aggiunge anche la Società italiana di psichiatria , secondo la quale sono cresciuti del 30% gli stati d'ansia e del 15% il numero dei pazienti depressi. E le cause sono da ricercare tra l'incertezza sul lavoro e la precarietà economica legate alla crisi, che aumentano il disagio personale e sociale.

A risentirne di più sono i giovani, le donne, le coppie con figli piccoli, ma si nota anche un aumento della depressione negli over 65. Soprattutto c'è un rapporto tra l'aumento del tasso di disoccupazione e l'aumento dei suicidi, in particolare tra le persone di età comprese tra 55 e 60 anni.

Rispetto agli altri Paesi, però, l'Italia sa difendersi. Oltre al fatto che da noi la crisi ha avuto una intensità meno negativa, giocano un ruolo importante sull'equilibrio di ciascuno il tessuto sociale, la cultura, le tradizioni e la famiglia, che aiutano a contenerne gli effetti.

 

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