Come comportarsi con un depresso

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Un compito complesso, forse titanico, quello di stare vicino ad una persona depressa, soprattutto se non si è del mestiere.

Tre gli approcci corretti:

1) come aiutarla a stare meglio;

2) cosa dire e non dire per evitare di peggiorare la situazione;

3) come non lasciarsi travolgere dalla sua depressione.

Prima di affrontare un qualsiasi discorso sul male oscuro, inoltre, è doverosa una premessa che ne classifichi i livelli base: «Semplificando per motivi di chiarezza, possiamo individuare tre stadi di depressione» spiega il Professor Roberto Pani, psicoterapeuta e docente di psicologia clinica presso l'Università di Bologna:

a) un primo livello cosiddetto "semplice", caratterizzato dalla melanconia, una condizione non preoccupante, che è più caratteriale che patologica (ad esempio una persona che ha uno stato basso dell'umore e che si lamenta molto della sua vita);

b) un livello più serio di depressione, che richiede un aiuto professionale di tipo psicoterapeutico o farmacologico (una persona che ha diverse cadute d'umore che le impediscono di vivere appieno la vita o la rendono molto faticosa);

c) la depressione maggiore, cioè la condizione più grave e invalidante (ad esempio una persona che fa fatica a svolgere le attività più banali del quotidiano, e che passa la maggior parte del tempo a letto)».

Nella prossime pagine i consigli su come stare vicino ad un depresso, a cura dello psicologo clinico.

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I suggerimenti dell'esperto per aiutare, in qualità di amico e parente, chi soffre di depressione. E nello stesso tempo non lasciarsi travolgere dal mal di vivere dell'altro

Chi soffre di depressione sostiene (contro chi non gli crede) che non si può comprendere come ci si sente quando si è depressi, se non lo si è mai stati per davvero. Ed è proprio alle persone che vivono accanto ad un depresso che si rivolge la nostra guida in 10 punti.

Ci sono frasi che possono peggiorare il mal di vivere dell'altro, anche se dette a fin di bene. E ci sono convinzioni che sono più deleterie di un evento drammatico, perché nella mente del depresso risuonano come colpevolizzanti, col risultato di farlo precipitare ancora più a terra. "Volere è potere, e se ti impegni vedrai che riuscirai a tirarti su" - niente di più sbagliato! La verità è che il depresso non solo non ce la fa, ma non ha nemmeno problemi di volontà. Anzi, fosse per lui non vorrebbe certo stare così male.

Che fare allora? «Immedesimarsi empaticamente nei panni del depresso, cercando di comprendere il suo punto di vista, e non imporre il proprio». Vediamo come, con i consigli dello psicoterapeuta: leggi la gallery in alto.

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