Dieta South Beach 

Ideata del direttore della clinica di prevenzione cardiaca di Miami, la dieta South Beach mira a riequilibrare il consumo di carboidrati, per evitare che l'eccesso ci renda troppo...affamati!

 - 13 Aprile 2012

La Dieta South Beach è stata creata dal dottor Arthur Agatston, direttore del centro di prevenzione cardiaca del Mount Sinai di Miami Beach, in Florida.

L'idea su cui è stata sviluppata è che i carboidrati sono digeriti troppo rapidamente il che fa crescere il livello di insulina - l'ormone che serve a processare gli zuccheri - e quando i carboidrati sono consumati, il corpo carico di insulina sente un forte desiderio di cibo e cerca altri carboidrati, dando così vita ad un circolo vizioso e infernale.

L'obiettivo della dieta è quindi rompere questo ciclo, riducendo così la voglia di cibo e allo stesso tempo stimolando il desiderio per alimenti migliori.  
Dei singoli cibi guarda sostanzialmente due aspetti, il livello di zuccheri e il tipo di grasso, sono quindi eliminati i grassi non sani e promossi quelli sani, e sostenuti i cibi con basso livello glicemico. La definizione anglosassone sarebbe, quindi, che la South Beach non è nè "low-carb nè low-fat."

Come e cosa si mangia
Un aspetto positivo della dieta del dottor Agatston è che non affama, punta infatti sulle cosidette merende strategiche per placare eventuali morsi della fame e la sua regola è non contare calorie ma non abbuffarsi, il che si traduce in mangiare porzioni "normali" il cui obiettivo è soddisfare la fame, ma non oltre.

La dieta inizia con una fase introduttiva di 14 giorni in cui sono vietati pane, riso, patate, pasta, prodotti da forno, frutta, alcuni vegetali come carote, pomodori, cipolle, barbabietole e mais e poi birra, vino e in generale qualsiasi bevanda alcolica. L'obiettivo infatti è "disintossicare" il cibo dai carboidrati.

Completata la fase iniziale, i carboidrati sono reintrodotti gradualmente, e quindi quei cibi - dolci esclusi - amati ed abbandonati per le prime due settimane, possono essere riportati a tavola ma solo in quantità molto molto ridotte e solo una volta ogni tanto. Tutto ciò fino a che non si raggiunge il peso desiderato.

A quel punto si entra nella fase finale della dieta che coincide con la vita normale, per cui ormai disintossicati, si torna a mangiare normalmente - ma a quel punto non ossessionati dal desiderio di carboidrati ed abituati a porzioni "normali".

I giudizi
In generale è vista come una buona dieta, equilibrata perchè non esclude nessuno dei gruppi principali di alimenti.

Una delle cose a cui fare attenzione è che nella fase introduttiva la gran parte del peso perso è acqua e perderne tanta può squilibrare il fisico.

Ricordarsi sempre comunque che non esiste una dieta che va bene per tutti e prima di iniziare un regime alimentare è opportuno consigliarsi con un professionista.

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