Rischi e benefici della dieta vegana

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    Un italiano su cento si dice vegano (i vegetariani sono 8 su 100) e rinuncia così a carne, uova, latte, formaggi e altri grassi e derivati di origine animale.

    La dieta vegana, infatti, contrariamente a quella vegetariana non ammette nulla che sia stato prodotto da un animale. Si tratta di un regime alimentare sicuramente restrittivo che però, sia per una questione etica sia per un approccio più salutista, continua a diffondersi sempre più rapidamente.

    Ma quali sono i benefici apportati da una dieta vegana e quali invece i rischi? Scoprilo nelle prossime pagine

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    Cos'è il veganesimo

    In poche parole, chi segue un regime alimentare vegano evita completamente o quasi (qualche eccezione per il miele o il polline di api) i prodotti di origine animale.

    Mentre un vegetariano consuma ancora latticini e uova, i vegani evitano del tutto anche questi cibi.

    In questo modo essi perseguono un’ideale etico e ambientale allo stesso tempo, contestando con la loro scelta gli allevamenti intensivi, i macelli e l’inquinamento e sfruttamento massivo della terra.

    Di derivazione statunitense, la filosofia vegana si diffonde poi come movimento etico globale. Oltre a dettare regole che riguardano gli aspetti alimentari, cerca di introdurre uno stile di vita che escluda il consumo e l’utilizzo in tutti gli ambiti di qualsiasi sostanza, materiale, capo di abbigliamento di origine o derivazione animale.

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    Che frutta e verdura facciano bene è un dato di fatto, un concetto che i media e le istituzioni ci ripetono da sempre, e la dieta vegana pone le sue basi proprio su questa tipologia di alimenti.

    Proteine e altre sostanze necessarie sono integrate attraverso legumi, cereali, semi e grassi vegetali.

    Una dieta vegana ha il merito di disintossicare il corpo mantenendolo nel tempo fresco e pulito, e permette di avere un atteggiamento più salutista non solo a tavola, ma anche nella vita di tutti i giorni.

    Questo regime è anche molto ricco di fitoestrogeni, composti "potenzialmente" utili nella lotta ai sintomi tipici della sindrome climaterica.

    Inevitabilmente si riducono le calorie - anche se non è detto che un'alimentazione vegana sia dimagrante - e si vive più in forma, contrastando più efficacemente diverse patologie come quelle a carattere cardiovascolare.

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    I rischi della dieta vegana

    Troppo spesso si decide di intraprendere un’alimentazione di tipo vegano senza aver prima consultato un nutrizionista o un medico.

    Questo comporta tutta una serie di controindicazioni che si possono ripercuotere sull’organismo a medio e lungo termine.

    Si va dalla spossatezza alle carenze nutrizionali passando per squilibri intestinali, nausea, mal di testa, anemia e altri disturbi più o meno gravi.

    Gli alimenti permessi nella la dieta vegana sono spesso poveri di vitamina B12, Calcio e Zinco. Inoltre, le proteine di origine vegetale non contengono gli amminoacidi essenziali per il nostro organismo, per questo il consulto di uno specialista dell’alimentazione è fondamentale e potrebbe prescrivervi l’assunzione di integratori.

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    Chi la può fare e chi no

    Non tutti i soggetti sono adatti a seguire un regime alimentare di questo tipo.

    La dieta vegana, infatti, è sconsigliata a bambini, anziani, donne in gravidanza, anemici e celiaci.

    Chi invece sceglie di avvicinarsi a questo tipo di alimentazione solo per dimagrire si troverà probabilmente deluso: la dieta vegana non fa ingrassare e neanche dimagrire perché perdere o acquisire peso dipende dalla quantità di calorie e di grassi che si assumono nell’arco della giornata, e non solo dal tipo di alimenti che si ingeriscono.

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La dieta vegana fa bene? Cioè, porta veramente dei benefici a breve e/o a lungo termine alla salute oppure è solo una moda? E, soprattutto, quali sono i rischi per chi sceglie un regime di questo tipo? Scoprilo qui

Analogamente alla dieta vegetariana, la dieta vegana bandisce il consumo di carne, pesce, molluschi e crostacei, ma a differenza di essa esclude anche tutti i derivati animali come le uova, il latte, i formaggi.

Se da una parte il regime alimentare vegano risulta molto utile nella prevenzione dell'aterosclerosi in quanto riduce sensibilmente il colesterolo, è ricchissima di antiossidanti e dovrebbe apportare quantitativi di fibra alimentare sufficienti a regolare l'indice glicemico dei pasti, d'altro canto non si può dire che essa sia equilibrata e, per essere protratta nel lungo termine, necessita l'utilizzo di alimenti fortificati o di integratori alimentari, oltre che di un consulto medico da parte di un nutrizionista.

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