Dimagrire con l’aceto

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    PRIMA DEI PASTI O DURANTE

    Prodotto antico, l'aceto di vino, che nasce dalla fermentazione del vino grazie ai batteri del ceppo Acetobacter, svolge un'azione disinfettante sulla flora intestinale e può aiutare a combattere la ritenzione idrica. Ricco di sali minerali e povero di calorie, può essere utilizzato con successo come condimento anche durante le diete. È vero che l'aceto aiuta a dimagrire? Attualmente sono ancora in corso studi che si propongono di indagare la capacità dell'acido acetico di contribuire alla riduzione della risposta glicemica dei carboidrati. La naturopata Elisabetta Sedda (elisabetta.sedda@gmail.com) spiega: «Se assunto prima di mangiare l'aceto può placare il senso di fame, mentre durante i pasti aiuta la digestione. Tuttavia è bene fare attenzione». Ecco perché.

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    EFFETTO SAZIETÀ

    Elisabetta Sedda spiega: «Le donne di un tempo utilizzavano l'aceto per inibire il senso di fame. Le proprietà di questo ingrediente erano note fin dall'antichità, quando veniva utilizzato per svariate preparazioni culinarie, soprattutto per contrastare la marcescenza dei cibi. L'aceto ha un effetto anoressizzante, perché riduce lo stimolo dell'appetito, ma può creare danni alla pareti dello stomaco ».

    Un cucchiaino di aceto in un bicchiere d'acqua prima dei pasti può favorire il metabolismo e aiutare a placare la fame improvvisa. In generale l'abitudine di bere acqua prima dei pasti è salutare e, come emerso da diverse ricerche mediche, due bicchieri possono favorire il dimagrimento.

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    GLI USI NELLA STORIA

    L'aceto contrasta la formazione di placche arteriosclerotiche, ha effetti positivi su colesterolo e ipertensione, è ricco di minerali. Nel XVIII secolo, quando in Francia scoppia la peste, viene inventato il cosiddetto aceto dei quattro ladri o ladroni: una miscela di aceto e erbe utilizzato come profilassi per la malattia. Nell'Estremo Oriente i samurai un tempo utilizzavano una bevanda a base di aceto di riso, aggiunto a un uovo con il guscio, come tonico da sorseggiare caldo per una  funzione energizzante.

    L'aceto di mele ha un gusto più delicato: è importante sceglierlo di buona qualità e non esagerare con le quantità. In grado di migliorare la digestione, l'aceto può intervenire sul metabolismo e svolge un'azione antiossidante, mantenendo sana la flora intestinale.

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    QUALI CONTENITORI USI?

    L'acido acetico, contenuto nell'aceto, già nel Medioevo occupa un ruolo importante in cucina perché è utilizzato come conservante importante per contrastare lo sviluppo di microrganismi. In passato le pentole stagnate trovavano larga diffusione. Le ricerche hanno evidenziato che aceto, vino, o succo di agrumi aggiunti a pietanze cucinate in una pentola di rame, a livello chimico provocano una reazione che porta al disciogliersi di una certa quantità di metallo attraverso il cibo.

    Oggi abbiamo materiali differenti, tuttavia sarebbe buona norma evitare pentole di rame per cuocere cibi dal ph acido, così come seguire la buona abitudine di trasferire subito dalla pentola al piatto i cibi cucinati.

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    QUANDO EVITARE

    Attenzione all'uso eccessivo dell'aceto per chi soffre di malattie gastroenteriche quali gastrite o reflusso gastroesofageo. L'aceto può danneggiare lo stomaco, soprattutto se utilizzato per periodi prolungati o in quantità eccessive. Per portare in tavola cibi di qualità e proteggere la salute presta attenzione alle origini e le modalità di lavorazione dell'aceto che stai  per acquistare: l'azione dei pesticidi è nociva per l'organismo.

    In caso di mal di gola puoi usare l'aceto per fare gargarismi con l'aggiunta di acqua: grazie all'azione battericida ne avrai un beneficio immediato.

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Benefici e proprietà di un condimento antico

 

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