Dipendenza affettiva: quando l’amore fa male

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Una storia d'amore caratterizzata da una dipendenza affettiva non è un amore sano e reciproco, ma un'ossessione. Lei si annulla per lui, sperando che lui possa risolvere tutti i suoi problemi. Di affetto, di stima, di fiducia, di felicità... Uscire si può. Basta imparare a riconoscerla prima che sia troppo tardi.

Ne parliamo con lo psicoterapeuta Roberto Pani, docente di Psicologia Clinica all'Università di Bologna.

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Dipendere dall'altro fino a dargli il potere di fondare la nostra felicità: è la pericolosa illusione dei rapporti caratterizzati da dipendenza affettiva. Come ci spiega l'esperto in psicologia

Uno dei modi con cui si manifesta la dipendenza affettiva è quello di stimare l'altro più di se stesse: una strada che porta a dimenticarsi dei propri desideri, per piegarsi sempre alla volontà dell'altro.

"Sono felice solo se ho un uomo accanto, anzi esisto solo se c'è lui" - è questo il pensiero (ridotto all'osso) di chi rischia la dipendenza affettiva. Dimenticarsi cioè che una donna È già una persona "degna" a prescindere dal fatto che abbia o meno una relazione.

L'autonomia calpestata

Essere dipendenti affettive significa essere vittima e prigioniere psicologicamente dell'altro al punto da avere la sensazione di non poter fare nulla da sole.

Il senso di indipendenza e libertà viene meno, lasciando posto ad un impoverimento che sfocia nella paura di non poterci staccare dall'altro.

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