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Liberarsi dalla dipendenza da carboidrati 

Assumere carboidrati in eccesso, oltre che sballare il metabolismo, rischia di diventare una dipendenza, che in gergo medico è detta craving. Conosciamola meglio per imparare a liberarcene. Salute e linea ne guadagneranno

di Alessandra Montelli
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Da un punto di vista dietetico, la quantità di carboidrati ideale per una persona di proporzioni fisiche normali dovrebbe aggirarsi intorno al 65% del totale dei gruppi alimentari, da assumere quotidianamente, come grassi, proteine e fibre. Queste ultime, sotto forma di frutta e verdura dovrebbero costituire almeno il 30% di un'alimentazione equilibrata, in virtù del contenuto di vitamine e sali minerali.

Costituiti da carbonio e da acqua, i carboidrati sono  contenuti principalmente in pane, pasta, dolci e vegetali. Ma sono presenti anche  nei cereali, e spesso si nascondono in cibi che apparentemente sembrano  non contenere carboidrati, come ad esempio il salmone affumicato e certi  polisaccaridi come l'amido.

Necessari alla vita, i carboidrati non possono mancare nella nostra dieta. Poiché forniscono molta energia spendibile nelle attività quotidiane, non ne possiamo fare a meno. I danni alla linea accadono però quando questo bisogno normale si trasforma in bisogno urgente e impellente.

Cosa succede se si assuomono troppi carboidrati
Se si assumono molti carboidrati, si rischia di affaticare il metabolismo, soprattutto se non si fa molta attività fisica.

Poiché ingerire carboidrati genera una sensazione di soddisfazione, molte persone possono diventarne dipendenti, essere affette cioè da craving da carboidrati. Da un lato, si placa il senso di fame in modo immediato; dall'altro lato, i carboidrati inducono la produzione di endorfine che danno una sensazione di piacere e di euforia.

La dipendenza da carboidrati può diventare compulsiva, perché il loro potere saziante gratifica non solo il palato ma anche l'anima. È come se i carboidrati 'riempissero' un vuoto che non è solo dello stomaco, ma anche mentale, in un certo senso, poiché contribuiscono alla produzione indiretta di neurotrasmettitori del piacere.
Una volta che i carboidrati vengono in parte consumati nel dispendio energetico delle attività quotidiane, lasciano un senso di vuoto e un forte appetito, che spinge a ricorrere ad un immediato rifornimento di carboidrati stessi. Si stabilisce pertanto un circolo vizioso che appunto si identifica con questa dipendenza compulsiva, denominata appunto craving da carboidrati.

Fortunatamente, esistono integratori che contribuiscono a ridurre l'esigenza di assumere troppi carboidrati.

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