Quando il disordine in casa riflette quello interiore
29/09/2011
Ci siamo chiesti se il disordine in casa rifletta quello interiore. Pare che più siamo nervosi o angosciati, più siamo capaci di rendere disordinati gli spazi che abitiamo. Dato che "casa" e "vita" coincidono. Ne abbiamo parlato con lo piscoanalista.
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Abbiamo rivolto al prof. Roberto Pani Psicologo clinico, Psicoterapeuta e Psicoanalista a Bologna alcune domande.
Che senso potrebbe avere mantenere la propria casa costantemente in disordine?
Direi che gli appartamenti, alloggi o case in disordine siano appannaggio soprattutto di persone che vivono da sole, poichè è raro che una famiglia intera possa vivere perennemente in una casa in disordine, anche se in talune circostanze questo può accadere in momenti particolari nei quali il "traffico" interno sembra essere notevole, per esempio a causa di un ammalato che deve essere assistito in ospedale e altro.
E nel caso di un single?
Spesso la casa, ossia l’organizzazione interna di essa, può rappresentare e coincidere con il mondo interiore del soggetto, nel senso che può essere la proiezione dello stato d’animo della persona. Se questa è afflitta da alcuni pensieri, lo stato d’animo è giù, ha litigato con qualcuno di importante affettivamente, oppure sta trascorrendo una fase di confusione rispetto a decisioni che deve prendere, ecco che il disordine diventa la spia di tale scombussolamento.
Che fare?
Rendersene conto aiuta, ma qualche volta sentirselo ripetere continuamente deprime ancora di più. Ciò accade perché fa vergognare, nel momento in cui ci si rende conto di essere in condizioni di non trovare lo spazio fisico e mentale per ricominciare a mettere ordine nella propria casa (o nella propria vita), dato che spesso questi due aspetti coincidono. Qualche evento positivo offre il via a riporre le cose al proprio posto.
Ciò enfatizza l’amor proprio che incoraggia il sentire di potercela fare; e supporta l’aver pazienza. In definitiva, si stabilisce un circolo virtuoso che spinge a non stare fermi e statici. Poco alla volta gli oggetti tornano nei cassetti, nelle scatole, e - banalmente - comprando nuovi contenitori, il soggetto è incoraggiato nell’impresa di far ordine in Sé e nella propria casa.
Perché la casa è così fortemente rappresentativa di un mondo interiore del soggetto?
La casa, per noi Italiani, è solitamente intesa come un contenitore protettivo, una sorta di nido che contiene e dovrebbe proteggere. Si stabilisce tra il soggetto e la propria casa un "discorso dinamico". Questo significa che l’arredamento, i mobili, i quadri, i sopramobili, ma certi angoli arrangiati in un certo modo significano molto per il soggetto. Ricordo che conoscevo una persona che aveva comprato una bella casetta perché se lo poteva permettere economicamente, ma ricordo anche che dopo alcuni anni, gli angoli del suo arredo si mantenevano squallidamente grossolani, poco curati e curati. Una lampadina al centro delle stanze pendeva miseramente come ad indicare che i lampadari o altri arrangiamenti non interessavano. Sono proprio questi particolarie le spie del mondo interno del soggetto.Intervista al Prof. Roberto Pani, psicologo clinico, psicoterapeuta e psicoanalista a Bologna
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