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Epatite C: un nuovo farmaco la può guarire 

Efficace nel 60 per cento dei casi, un farmaco a base di interferone riesce a debellare l'epatite C, ma solo se la diagnosi è precoce

di Neva Ganzerla  - 22 Settembre 2010
Credits: 

iStockPhoto

 

L'epatite C è stata recentemente riconosciuta dall'OMS come un'emergenza sanitaria globale: colpisce circa 180 milioni di persone al mondo (di cui un milione in Italia) ed è causa del 60 per cento dei casi di tumore al fegato.
 
Questa mattina però sono arrivate buone notizie: è stata infatti presentata a Milano una nuova terapia a base di peginterferone alfa-2a e rivabirina, in grado di sconfiggere il virus dell'epatite C, portando a una completa guarigione in oltre il 60% dei casi. A patto però di diagnosticare la malattia ai primi stadi dell'infezione.
 
Come spiega Massimo Colombo, ordinario di Gastroenterologia dell'Università degli Studi di Milano, "Si inietta l'interferone peghilato sotto cute, coniugato con una sostanza chimica inerte, e si irrobustisce la sua azione con un farmaco per via orale, la Rivabirina".
 
Il nuovo trattamento è una versione migliorata di quello già in uso in tutto il mondo ed è a base di interferoni, una classe di proteine prodotta dal corpo in reazione a virus, batteri, parassiti e cellule tumorali.
"Diagnosticare l'infezione nei primi stadi" sottolinea Colombo "È un fattore chiave per contrastare la progressione della malattia e le sue gravi conseguenze".
 
Se non curata in tempo infatti, l'epatite C può evolvere in cirrosi e tumore al fegato.
Circa l'80 per cento delle infezioni da virus HCV diventano croniche e sono responsabili in Europa e Asia del 40 per cento dei casi di cirrosi, del 60 per cento dei casi di epatocarcinoma (tumore del fegato) e del 30 per cento dei trapianti di fegato.
Dichiara Patrick Marcellin, professore di Epatologia all'Università di Parigi: "Ogni anno si contano 13 casi sintomatici ogni 100mila persone e a questi vanno aggiunte le infezioni sommerse, che non vengono diagnosticate perché rimangono silenziose e non manifestano sintomi evidenti". In Italia ci sono circa 10mila casi di tumore al fegato ogni anno e il 60% dei pazienti presenta l'infezione da HCV.
 
Un dato preoccupante se si considera che molte delle persone che hanno contratto il virus non si accorgono di avere l'epatite C per molti anni dopo l'infezione. In molti casi la diagnosi avviene addirittura 20 anni dopo aver contratto il virus, per questo è fondamentale fare regolarmente i test del sangue.

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