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Malasanità: errori nella somministrazione dei farmaci 

Gli errori umani non sono solo in sala operatoria, gli errori nella somministrazione dei farmaci sono più frequenti di quanto non si creda

di Neva Ganzerla  - 23 Settembre 2010
 

La malasanità colpisce ancora, nonostante le altissime tecnologie di cui disponiamo.
Non solo errori in sala operatoria: un problema poco noto ma piuttosto frequente, è l'errore nella somministrazione dei farmaci.
Per illustrare l'entità del problema, il Ministero della Sanità, in collaborazione con la Società italiana di farmacologia ospedaliera (Sifo), ha presentato uno studio statistico che ha coinvolto 95 farmacie ospedaliere, per un totale di 332 reparti in 17 regioni italiane.
 
La ricerca ha dimostrato che il 20 per cento degli ospedali non ha ancora adottato iniziative per la prevenzione degli errori nella somministrazione. Solo il 39,4 per cento delle strutture ha messo a punto una lista di medicinali "ad alto livello d'attenzione" e appena il 23 per cento ha redatto un elenco di medicinali che possono essere scambiati facilmente con altri per la somiglianza grafica o nomenclativa.
 
Nell'80 per cento dei casi sono state attuate iniziative per la prevenzione degli errori e nel 60 per cento sono stati realizzati progetti specifici di sorveglianza.
 
Purtroppo però esistono diversi problemi che rendono difficile gestire con cura la somministrazione dei farmaci. Sulle cartelle cliniche non viene segnalato il dosaggio della terapia, non viene controllata l'effettiva assunzione del farmaco da parte del paziente, su molti flaconi non vi è indicata la scadenza e per quanto riguarda le soluzioni trasfusionali, non su tutti i flaconi è riportato il nome del paziente o l'orario di somministrazione.
 
Il Ministero sottolinea che sviste, disattenzioni e cattive abitudini "Possono influire sulla qualità e la sicurezza delle cure" e raccomanda agli operatori sanitari di prestare la massima attenzione nell'eseguire il delicato compito della somministrazione farmacologica.
 

Per ridurre la possibilità di errori nella somministrazione di farmaci in ospedale e dei rischi che possono derivarne per i pazienti, si punta al "farmacista di dipartimento", un'idea a cui sta lavorando il Ministero e già sperimentata in altri Paesi.
 
"Negli ospedali i singoli reparti sono stati ormai accorpati nei dipartimenti, cui fanno riferimento più discipline" spiega Filippo Palumbo, a capo del dipartimento Qualità del Ministero della Salute, "Spesso però per il medico è molto difficile avere un dialogo con il farmacista ospedaliero, perché magari la farmacia ospedaliera è lontana o il telefono è sempre occupato. La nostra idea è quella di avvicinarla di più ai medici, mettendo in ogni dipartimento ospedaliero un farmacista che faccia da consulente fisso, affiancando i camici bianchi nell'attività clinica".
 
In alcuni ospedali il farmacista di dipartimento è già previsto, si attende ora che l'idea del Ministero venga abbracciata da tutte le strutture italiane.

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