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L’etichetta a garanzia del prodotto 

Per valorizzare i cibi di qualità l’unione europea ha introdotto le denominazioni d’origine. Le possono ottenere le aziende che lavorano nel rispetto di un disciplinare molto rigido nello stabilire precisi requisiti. Come la zona da cui provengono le uve per un vino o la percentuale di grassi della carne impiegata per un salume

di Manuela Soressi  - 20 Novembre 2010
 

Gli alimenti con la “targa”
Per alcuni prodotti alimentari è obbligatorio specificare in etichetta (oppure, se sono sfusi, su appositi cartelli esposti nei negozi) da dove provengono. In queste pagine, la descrizione di quali cibi si parla.

CARNI AVICOLE
COSA C’È SCRITTO: un codice formato dal nome o dalla sigla del Paese d’origine (per l’Italia è IT) seguito da tre cifre che indicano il codice Istat del Comune e la sigla della Provincia e da altre tre cifre per l’allevamento. Se la carne è importata, c’è il nome del Paese e la data di ingresso.

CARNE BOVINA
COSA C’È SCRITTO: il Paese dov’è nato l’animale e quello dove è stato allevato e macellato.Se la carne proviene da un Paese extracomunitario la dizione è “Origine non CE”, seguita dal nome del luogo di macellazione.

FRUTTA E VERDURA
COSA C’È SCRITTO: la nazione da cui provengono (per esempio “Italia”) ed eventualmente anche la zona di produzione (“cipolla di Tropea”).

LATTE FRESCO PASTORIZZATO
COSA C’È SCRITTO: l’origine o la provenienza del latte crudo indicata come “zona di mungitura”o “provenienza del latte ”seguita dal territorio da cui arriva la materia prima.

MIELE
COSA C’È SCRITTO: il Paese in cui è stato raccolto (“miele italiano” o “miele tedesco”). Se nel vasetto c’è un mix di mieli provenienti da più Paesi, c’è scritto “miscela di mieli originari della CE”oppure “non originari della CE”. I produttori possono anche specificare la regione, il territorio e addirittura il comune d’origine.

OLIO D’OLIVA
COSA C’È SCRITTO: “Origine Stato membro”o “Origine UE”se le olive sono state coltivate e trasformate nella stessa nazione. Se, invece, ci sono oli di diversi Paesi c’è scritto "Miscela di oli comunitari”,“Miscela di oli non comunitari" o “Miscela di oli comunitari ed extracomunitari”.

PASSATA DI POMODORO
COSA C’È SCRITTO: la zona in cui sono stati raccolti i pomodori freschi utilizzati. Può essere indicata la regione (“Emilia-Romagna”) oppure lo Stato.

PESCE FRESCO
COSA C’È SCRITTO: la zona dov’è stato pescato o allevato.Per i pesci di mare può riportare anche il numero della zona Fao (per esempio, 1 sta per l’Atlantico nord-occidentale e 8 per il Mediterraneo) mentre per quelli d’acqua dolce va indicato lo Stato in cui sono stati pescati.

UOVA
COSA C’È SCRITTO: sul guscio di ogni uovo, anche quelli venduti dai contadini nei mercati ambulanti, c’è un codice formato da 11 tra lettere e numeri. La prima cifra indica il tipo di allevamento: 0 sta per agricoltura biologica, 1 per allevamento all’aperto, 2 per allevamento a terra,3 in batteria e 4 in gabbia. Poi c’è la sigla internazionale del Paese (ad esempio, IT per Italia), quindi il il codice Istat del comune dell’allevamento e la sigla della provincia. Le ultime tre cifre, infine, corrispondono a l numero identificativo dell’allevamento rilasciato dall’Asl.

Le denominazioni d’origine
A garantire la qualità di un prodotto, spesso, è anche la zona geografica in cui è stato coltivato oppure il modo in cui è stato lavorato. Ecco quali tipi di marchi certificano questi aspetti.

DOC Significa Denominazione di origine controllata e viene attribuita ai vini che devono il loro carattere alla zona da cui provengono.
COSA ASSICURA: che il vino proviene da quella zona, nel rispetto di regole restrittive (per esempio sulla resa delle uve) e che è di buona qualità.
DOVE SI TROVA: su 328 vini italiani, dal Lugana al Sangiovese di Romagna, al Primitivo di Manduria.

DOCG La sigla sta per Denominazione di origine controllata e garantita e viene assegnata ai vini di particolare pregio.
COSA ASSICURA: che il vino è prodotto secondo regole severe e imbottigliato nella zona di produzione. E che ha superato due test: chimico e organolettico.
DOVE SI TROVA: su 48 vini italiani,dal Barbera d’Asti al Cerasuolo di Vittoria, al Vermentino di Gallura.

DOP È l’acronimo di Denominazione di origine protetta e identifica i prodotti che sono fatti da tempo in una sola zona.
COSA ASSICURA: che un alimento o un vino tipico è realizzato nella zona d’origine, con materie prime locali e secondo metodi tradizionali.
DOVE SI TROVA: su 132 prodotti italiani. Dal Grana Padano alla Mela della Val di Non. E, di recente, sui vini Doc e Docg.

IGP L’Indicazione geografica protetta si applica ai prodotti tipici realizzati con metodi tradizionali e in determinate zone.
COSA ASSICURA: che il prodotto viene realizzato in quest’area. Ma la materia prima può arrivare da tutto il mondo.
DOVE SI TROVA: su 78 prodotti, dall’abbacchio romano al pane di Matera. E sui vini con almeno l’85 per cento di uve della zona che dà il nome al vino.

IGT Sta per Indicazione geografica tipica ed è riservata ai vini che devono le loro caratteristiche al territorio di produzione.
COSA ASSICURA: la zona geografica d’origine,il vitigno di base, l’annata di raccolta e la produzione secondo le regole del disciplinare. Ma solo l’85 per cento dell’uva deve provenire dall’area.
DOVE SI TROVA: su 118 vini italiani, dal Fortana del Taro al Costa Viola.

STG Indica una Specialità tradizionale garantita e valorizza la composizione tipica o un metodo tradizionale di produzione.
COSA ASSICURA: che un alimento è fatto con materie prime tradizionali o con un metodo tipico. Non garantisce l’origine del prodotto.
DOVE SI TROVA: sulla mozzarella, che dev’essere di latte crudo,e sulla pizza napoletana,fedele alla ricetta partenopea.

CURIOSITÀ
Per mettere alla prova le proprie conoscenze sul mondo dei prodotti a denominazione d’origine, in particolare dei vini, c’è un gioco online. Si trova su http://www.federdoc.com/gioco.html Mentre, per scoprire quali sono tutti i prodotti Dop e Igp italiani ed europei, si può consultare il sito Internet www.qualivita.it

QUANDO I LAVORATORI CI METTONO LA FACCIA
Agricoltori, apicoltori, olivocoltori. Alcuni di loro si sono fatti fotografare e i visi accompagnano i loro prodotti. Succede con le confezioni di zucchine, pesche e meloni della Filiera Cooperativa di Legacoop agroalimentare. Ma anche con i mieli biologici del marchio “Il miele della mia terra” Mielizia. Volti in primo piano, infine, stampati sulle retroetichette degli oli biologici di Alce Nero.

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