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Tracciabilità: necessaria per tutti i prodotti importati 

L'allarme diossina mette l'accento sulla necessità dell'indicazione di origine dei prodotti alimentari

di Neva Ganzerla  - 14 Gennaio 2011
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"Soltanto con una piena etichettatura delle carni, in presenza di emergenze come questa, saremo in grado di difenderci". Con queste parole Francesca Martini, sottosegretario alla Salute, interviene sull'allarme diossina in Germania, che ha riguardato prima le uova, poi le carni suine.
 
"Stiamo continuando con le attività di controllo e verifica sia per quanto riguarda le frontiere, sia le derrate già presenti in Italia" ha detto Martini oggi a Roma, a margine di una conferenza.
 
"Ovviamente stiamo allargando la nostra attenzione a un tipologia di prodotto che inizialmente era meno tracciata rispetto agli ovoprodotti e alle carni di pollo. In realtà il fatto che sia emersa la presenza di diossina in carne suina in Germania ci pone un'allerta molto più alta rispetto a quello che riguarda le uova e la carne di pollo, di cui l'Italia ha una produzione autosufficiente. La Germania, infatti, è un forte esportatore di carni di maiale. Chiaramente continuiamo con attenzione i controlli con i Nas e gli uffici regionali anche negli allevamenti, visto che c'è anche un problema di contaminazione nei mangimi".
 
"Bisogna però tenere presente che l'Italia" ha ricordato il sottosegretario "È l'unico Paese europeo a non aver mai abbandonato l'etichettatura delle carni di pollo dopo l'influenza aviaria. È doveroso che il cittadino sappia da dove viene e dove viene macellata la carne che consuma. Quindi andiamo avanti con l'etichettatura delle carni di pollo e credo che su quella suina ci sia da fare una grossa riflessione", ha concluso Martini.

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