I farmaci non conoscono crisi 

In costante aumento le prescrizioni dei farmaci di classe A e per le patologie croniche

di Neva Ganzerla  - 14 Dicembre 2010
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Nonostante la recessione, i farmaci sembrano essere l'unico settore a non conoscere crisi.
Negli ultimi 5 anni infatti, le casse dello Stato hanno dovuto affrontare una spesa che è cresciuta mediamente del 20 per cento.
 
I dati sono forniti da un Rapporto Osmed (Osservatorio Nazionale sull'impiego dei Medicinali) dell'Istituto Superiore di Sanità.
Per i primi dieci mesi del 2010 sono state prescritte 954 dosi al giorno ogni mille abitanti. Lo scorso anno erano 924 e cinque anni fa erano 774. La spesa farmaceutica del 2010 è stata pari a 9.732 milioni di euro per i farmaci di classe A, i cosiddetti salvavita, e le medicine per le malattie croniche.
 
Diminuisce solo il consumo dei farmaci di automedicazione, quelli a carico del cittadino, per i quali la recessione economica sembra essersi fatta sentire: -22,6%.
 
I farmaci più acquistati sono quelli per curare soprattutto l'apparato cardiovascolare, l'intestino e il sistema nervoso.
 
Al primo posto per spesa media procapite annua (58,1 euro e il 47 per cento dei preparati) ci sono le patologie dell'apparato circolatorio; i farmaci più venduti sono quelli a base di statine la cui spesa è cresciuta del 6,8 per cento rispetto allo scorso anno.
Seguono i farmaci per l'apparato gastrointestinale (25 euro all'anno, +7,7 per cento di prescrizioni rispetto al 2009), gli inibitori della pompa protonica sono i più prescritti (+12,5 per cento).
Per il sistema nervoso centrale (+4,3 per cento dal 2009) la crescita è dovuta ad un aumento delle prescrizioni di antiepilettici (+11,5 per cento) e antidepressivi (+4,3 per cento).
 
L'uso di farmaci "È un fenomeno stabilmente in crescita negli ultimi anni" afferma Roberto Raschetti, epidemiologo dell'Iss e curatore del Rapporto Osmed "Si rileva una propensione verso la prescrizione di farmaci più costosi e una diminuzione generalizzata dei prezzi da parte dei distributori''.
 
Per quanto riguarda le abitudini di assunzione, ''A consumare più medicine sono le donne, in tutti i periodi della vita tranne in vecchiaia, quando vengono superate dagli uomini''.
 
A vantaggio delle tasche dei pazienti però, si nota che si fanno strada anche i cosiddetti  farmaci generici, cioè quelli non protetti da brevetto.
Nati quasi dieci anni fa, i farmaci equivalenti hanno subito un forte incremento di distribuzione, passando da 7 milioni di confezioni vendute nel 2001 ai 189,47 milioni del 2009
A consumarli oggi è un italiano su 10, soprattutto al Nord e al Centro.

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