• Home -
  • Salute-
  • Farmaci equivalenti: risparmio ed efficacia

Farmaci equivalenti: risparmio ed efficacia 

Prendono il nome generico del principio attivo, hanno le stesse caratteristiche delle specialità medicinali registrate. Con il vantaggio del risparmio. Sono i farmaci equivalenti.

di Alessandra Montelli
Credits: 

Photoshot

 

Da qualche anno in farmacia si stanno affacciando i farmaci generici che, a differenza dei medicinali noti, prendono il nome dal principio attivo da cui sono composti. Per questo motivo sono detti anche farmaci equivalenti. Non hanno dunque un “titolo” di fantasia, ma sono convenzionalmente definiti secondo i criteri della Denominazione Comune Internazionale (DCI), che attribuisce lo stesso nome, accettato da tutte le nazioni, ai componenti chimici di preparazione di tutti i farmaci del mondo.

In Italia la cultura del farmaco generico stenta a decollare: secondo le stime di Assogenerici, il 12% delle confezioni di farmaci venduti è un equivalente, laddove negli altri Paesi europei il consumo di tali farmaci a volte può superare quello degli originatori, con una media del 50-70% di confezioni vendute sul totale dei medicinali.
Eppure è un peccato per le tasche degli Italiani: è stato stimato che i generici in linea di massima comportano un risparmio del 20% (fino al 55%) rispetto ai corrispettivi “firmati”.

Ogni anno le famiglie italiane spendono circa 230 euro per l’acquisto di farmaci: questa spesa potrebbe essere ridotta ricorrendo all’impiego di farmaci equivalenti.
Si tratta di farmaci che hanno tutte le caratteristiche dei farmaci di "marca": stessa percentuale di principio attivo, stessa modalità di somministrazione e stesse indicazioni terapeutiche. La differenza consiste nel fatto che i principi attivi utilizzabili per i farmaci equivalenti sono quelli il cui brevetto è scaduto. Ma ciò non vuol dire che siano meno validi in termini di efficacia e sicurezza. In Europa la copertura del brevetto dei farmaci dura 20 anni. Terminato questo periodo, si può procedere alla commercializzazione dei farmaci equivalenti, che, prima di essere immessi sul mercato, devono superare severe prove di bioequivalenza dei principi attivi utilizzati.

In sintesi, i farmaci equivalenti sono una "copia" delle specialità medicinali registrate. Possono essere sia da banco (acquistabili liberamente) sia prescrivibili (acquistabili solo con ricetta medica). Proprio come le specialità medicinali dalle quali derivano.

© Riproduzione riservata
Pubblica un commento
salute/farmaci-equivalenti$$$Farmaci equivalenti: risparmio ed efficacia
Mi Piace
Tweet