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Farmaci on line: gli italiani sono disinformati 

In Italia la vendita di farmaci on line è illegale, ma solo 1 italiano su 2 è informato correttamente

di Neva Ganzerla  - 17 Febbraio 2011
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L'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha da poco presentato una statistica riguardante il rapporto tra degli italiani e acquisto dei medicinali, soprattutto on line.
 
Ne è apparso un quadro di generale disinformazione.
 
Gli italiani infatti non sanno che il commercio e l'acquisto tramite internet di farmaci è fuorilegge nel nostro paese.
Durante la presentazione della ricerca, il direttore generale dell'AIFA Guido Rasi, ha spiegato che solo il 19 per cento sa che si tratta di una pratica illegale.
Il restante 81 per cento si divide tra chi ha informazioni errate e chi non è informato del tutto. Il 6% degli intervistati pensa che la vendita on line sia legale, un altro 34 per cento è convinto che si possano vendere on-line solo medicinali senza obbligo di ricetta; la percentuale più alta, il 41 per cento, non sa nulla in proposito.
 
Rasi ha tenuto a sottolineare che sarebbe necessario avviare una campagne di informazione e sensibilizzazione sui danni legati al consumo di farmaci contraffatti, intervenendo nelle scuole, nei negozi di prodotti per il fitness e il benessere, ma soprattutto nelle palestre.
 
Il comandante dei Nas, Cosimo Piccinno, ha elencato i risultati delle attività del Nucleo, in materia di lotta alla vendita e alla produzione di farmaci contraffatti, nel biennio 2009-2010, paragonandoli a quelli del quadriennio precedente.
Si è passati da 1044 a 2659 persone segnalate, da 120 a 133 arresti, da 136.000 a oltre un 1.500.000 confezioni sequestrate.
 
Il comandante ha anche descritto alcuni metodi di vendita dei medicinali on line: spesso si tratta di privati cittadini che acquistano i prodotto all'estero pagandoli a poco prezzo e li rivendono ad amici e parenti, arrivando a guadagnare tra i tremila e i seimila euro al mese.
 
In altri casi, invece, vengono aperti siti on-line che reclutano clienti per poi chiudere e continuare la gestione delle vendite attraverso un call-center.
 
Secondo Piccinno, un'azione di contrasto forte ed efficace dovrebbe prevedere un'informazione chiara, corretta e decisa, il consolidamento delle iniziative internazionali di lotta al fenomeno, l'armonizzazione delle azioni normative e la cooperazione tra gli organismi di controllo.

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