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Infertilità: arrivano i superspermatozoi 

Una nuova tecnica verifica lo stato di salute degli spermatozoi: la fecondazione assistita ha successo nel 99% dei casi

di Neva Ganzerla  - 20 Luglio 2010
Credits: 

iStockPhoto

 

In occasione del Congresso mondiale sull'infertilità maschile tenutosi ieri a Roma, è stata presentata una nuova tecnica di analisi della struttura degli spermatozoi.
 
Grazie ad un microscopio elettronico a ingrandimento record è ora possibile passare al vaglio ogni singolo gamete, per verificarne lo stato di salute e l'idoneità all'utilizzo per la fecondazione assistita.
 
Questa tecnica, sviluppata da Severino Antinori, presidente della Warm, e dal team dell'Università di Tel Aviv (Israele), permette di scovare i difetti morfologici degli spermatozoi in modo da poter selezionare solo i migliori e aumentare le possibilità di successo della fecondazione.
 
La "cernita" garantisce il successo dell'impianto nel 99 per cento dei casi e dimezza il rischio di malformazioni nel nascituro.
 
Con questa tecnologia, "In Italia, abbiamo già fatto nascere 300 bambini" spiega Antinori "e a livello internazionale, su 1.000 casi in tutto, le malformazioni sono state appena l'1 per cento del totale, contro il 2 per cento che esiste in natura e il 4 per cento delle tradizionali tecniche di fecondazione assistita".
 
Ci sono da affrontare ora le accuse di "eugenetica", che però non sfiorano i ricercatori.

Afferma Antinori: "Alcuni media internazionali, di matrice cattolica, ci accusano di fare selezione genetica. Ma noi non scegliamo gli spermatozoi per creare bambini biondi e con gli occhi azzurri, ma solo per utilizzare quelli sani e più idonei alla fecondazione assistita. Poi se il bambino è bello o brutto, lo decide la natura".

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