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Mettiamo a dieta il nostro fegato!

13/09/2011

Il fegato grasso compromette il funzionamento del fegato stesso: riduzione di alcol, alimentazione povera di grassi e attività fisica sono le azioni preventive contro l'ingrossamento del fegato.

Mettiamo a dieta il nostro fegato! Il fegato grasso compromette il funzionamento del fegato stesso: riduzione di alcol, alimentazione povera di grassi e attività fisica sono le azioni preventive contro l'ingrossamento del fegato. 3682587
    • fegato grasso

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    Generalmente il fegato grasso (in gergo medico steatosi), era considerato esclusivamente una conseguenza del danno epatico da alcol.
    Attualmente tale patologia è presente in Italia, come riportato in numerosi studi, in percentuale variabile ed in varie condizioni non sempre correlate all'alcol.

    In assenza di consumo alcolico e di infezione da epatite C, il fegato grasso può insorgere in seguito ad uso prolungato di alcuni farmaci, quali: le tetracicline (antibiotici), l'amiodarone (usato contro le aritmie cardiache), i calcio-antagonisti (farmaci contro l'ipertensione) possono essere responsabili del fegato grasso, mentre poco si conosce sul rapporto attuale fra questo e i tossici ambientali o i contaminanti alimentari.

    Il fegato grasso, inoltre, può essere complicanza di diete ipocaloriche drastiche e non bilanciate, di interventi di by-pass digiuno-ileali per grandi obesità, di nutrizione parenterale protratta.

    Un fegato in cattiva salute, ingrassato, perde la sua funzione di disintossicazione del corpo umano oltre che di trasformazione degli elementi nutritivi in sostanze utili al corretto funzionamento di tutti gli organi del corpo.

    I numeri
    Il 20% dei bambini in sovrappeso ha il fegato grasso; così come il 25% della popolazione adulta normo-peso; il 40-100% dei pazienti con diabete di tipo 2; il 20-80% dei pazienti con dislipidemia (concentrazione di lipidi nel sangue), il 30-70% dei pazienti con epatite C.

    Secondo gli studi del reparto di Gastroenterologia dell'Università di Napoli (Centro Interuniversitario di Ricerche su Alimenti, Nutrizione e Apparato Digerente), la steatosi epatica è risultata associata a sovrappeso corporeo nella stragrande maggioranza dei casi. Anche se l'obesità non è un esclusivo fattore scatenante del fegato grasso. Alterazioni metaboliche (diabete o dislipidemia) sono stati riscontrate in percentuale variabile dal 9 al 12% per il diabete e dal 20 al 40% per la dislipidemia. Ciò significa che un buon numero di pazienti presenta fegato grasso anche in assenza di alterazioni metaboliche.
    Steatosi è presente in oltre il 90% dei soggetti con abuso di alcol.

    Sintomi e diagnosi
    Non esistono sintomi clinici che possono far sospettare la presenza di fegato grasso nelle sue varie forme istologiche. Solo in alcuni casi può essere presente una dolorabilità nella regione destra dell'addome. L'esame per diagnosticare il fegato grasso è l'ecografia, anche se il rischio di diagnosi errata può superare il 30%. La Tac e la risonanza magnetica migliorano la capacità diagnostica degli strumenti di indagine.

    Prevenzione
    Una corretta alimentazione ed un adeguato stile di vita, compresa l'attività fisica e la riduzione dell'alcol sono ormai ritenuti fattori fondamentali per la prevenzione di numerose malattie. No alla dieta ricca di grassi, di proteine animali e di zuccheri semplici, che possono sovraccaricare il feagato, disturbandone l'equilibrio funzionale. Una simile situazione può scatenare nel tempo una situazione di fegato grasso.
    E' importante, per quanto possibile, ridurre i farmaci potenzialmente epatolesivi, prevenire infezioni da virus epatici e non.

    Terapia
    A danno epatico già avvenuto è invece auspicabile oltre il dovuto trattamento della malattia soprattutto la prevenzione delle sue possibili evoluzioni e complicanze.

    E' utile assumere integratori in grado di contrastare l'ingrossamento del fegato. Si tratta di antiossidanti a base di:
    - la Silibina: noto flavonoide estratto dal Cardo Mariano, possiede un'elevata attività anti-ossidante. Inoltre favorisce la detossificazione epatica.
    - i Fosfolipidi: permettono l'assorbimento della Silibina e partecipano alla protezione delle membrane cellulari
    - la Vitamina E: contribuisce ad un'adeguata protezione dei tessuti dai danni dei radicali liberi e contrasta l'ossidazione dei grassi con la conseguente produzione di radicali liberi.

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