Gioie e dolori dell'infradito 

Tutti le adorano perché sono comode e leggere. Ma gli esperti lanciano l’allarme: alterano il modo naturale di camminare e possono essere poco igieniche. Ecco le dritte salva-piede

di Laura D'Orsi  - 27 Agosto 2010
 

Le infradito, le calzature più amate  dell’estate, sono sul banco degli imputati. Secondo l’Associazione dei medici podologi americani le ciabattine possono alterare il modo naturale di camminare e facilitare storte e piccoli traumi. «In effetti l’unico aggancio sono i due listini laterali. Così, per non perderle, si tende a trascinare i piedi» conferma Lorenzo Fonzone, chirurgo ortopedico specializzato in traumatologia ed esperto in riabilitazione. «La suola rasoterra, poi, non sostiene il calcagno e non ammortizza il peso del corpo». Si rischiano così infiammazioni ai muscoli e ai tendini, ma anche alle articolazioni dell’avampiede. Se si avvertono dolori al tallone o ai polpacci e formicolii tra l’alluce e il primo dito bisogna abbandonare le infradito per una settimana. Poi si può tornare a indossarle, ma nel caso in cui i problemi si ripresentino è meglio farsi controllare dal medico. La cosa migliore poi è abituare gradualmente il piede alle flip-flop e scegliere il modello più adatto che non è lo stesso se a indossare le infradito è una donna oppure un uomo.

Per lei: un po’ di stretching evita le infiammazioni
A molte donne liberarsi dalle scarpe chiuse e infilare un paio di flipflop sembra un gesto salutare. Ma camminare all’improvviso rasoterra, soprattutto se si portano sempre i tacchi, non è una buona idea. Infatti il tendine d’Achille è costretto ad allungarsi troppo in fretta e si infiamma. La soluzione? Abituare gradualmente il piede a “scendere”. Le infradito, quindi, non devono essere ultrapiatte, ma avere una suola di tre, quattro centimetri. Prima di indossarle è utile un po’ di stretching. Sedute a terra a gambe stese, bisogna afferrare la punta dei piedi con le mani e tirarla piano verso di sé. Il modello ideale poi è quello con un anello che trattiene l’alluce. Così la suola aderisce bene al piede e l’andatura è naturale.

Per lui: con il cinturino niente storte
Il piede maschile ha un tallone più grande. Infilarlo nell’infradito significa lasciare il calcagno, il “timone” del piede, troppo libero. Ecco perché serve un modello con un cinturino posteriore. Così si dà contenimento al tallone e si evitano sbandamenti quando si cammina. Gli uomini, poi, scaricano sulla suola un peso maggiore: meglio evitare allora la classica ciabattina di gomma e quando si scelgono le infradito controllare che siano fatte con un materiale flessibile ma rigido, capaci di ammortizzare il peso del corpo. Se si suda molto poi cuoio o sughero sono perfetti per scongiurare dermatiti e allergie. La plastica, al contrario, è poco igienica.

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