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World TB Day: insieme contro la TBC 

Una malattia che si credeva sparita oggi tornata attuale. Oggi gli esperti si incontrano e cercano un modo per fermarla per sempre

di Neva Ganzerla  - 24 Marzo 2011
 

Si tiene oggi, 24 marzo, la Giornata mondiale della Tubercolosi, istituita nel 1982 con lo scopo di tenere alta l'attenzione su questa malattia.
 
Dopo gli episodi delle scuole di Milano, Ferrara e Parma, la tubercolosi sembra un argomento più che mai attuale e in occasione del World TB Day sono stati resi noti i dati della diffusione della malattia in Italia.
 
La tubercolosi è ancora una realtà nel nostro Paese, dove ogni anno si verificano circa 4500 casi, la metà dei quali in persone straniere.
La maggioranza dei malati provengono dalla Romania (505 casi, l'11 per cento sul totale nazionale) e dal Marocco (5 per cento), seguono i pazienti di Senegal, Perù e Pakistan.
 
I numeri ufficiali arrivano dal Ministero della Salute, ma potrebbero sottostimare la reale portata della patologia in Italia, dato che non tengono conto del sommerso. Stop TB Italia e Lilly MDR-TB hanno denunciato che il rischio di contrarre la malattia è, per la popolazione immigrata, di 10-15 volte superiore al rischio che corre la popolazione italiana.
 
Il maggior pericolo è legato alla possibilità di contrarre forme di tubercolosi resistenti ai farmaci.
 
"Il contagio può avvenire dovunque" dice Luigi Ruffo Codecasa, responsabile del Centro regionale di riferimento per il controllo della tubercolosi in Lombardia "Ma è naturale che ci siano luoghi più o meno esposti. Ci sono innanzitutto le aree frequentate da persone a rischio: i dormitori dei senza fissa dimora, le carceri, gli ospedali prima che i casi di tubercolosi riescano a essere identificati. Ci sono poi luoghi pubblici, che diventano pericolosi solo in presenza di individui malati, come è successo nella scuola Da Vinci di Milano".
 
Al contrario, in luoghi anche molto frequentati ma con una cubatura d'aria e una ventilazione notevoli come le stazioni ferroviarie, il pericolo di contagio è irrisorio".
   
"In Italia la malattia persiste" dice Giorgio Besozzi, direttore del Centro di formazione permanente tubercolosi Villa Marelli, Azienda Ospedaliera Niguarda Ca' Granda di Milano "Sebbene in termini epidemiologici contenuti, e al tempo stesso aumentano i fattori di rischio che coinvolgono anche la popolazione generale. Per oltre 20 anni si è creduto che la malattia fosse debellata, nonostante nel mondo rappresenti ancora un'emergenza sanitaria globale di dimensioni impressionanti. In un mondo globalizzato dobbiamo fare i conti con nove milioni di nuovi casi all'anno, quasi due milioni di decessi e oltre due miliardi di persone infette, serbatoio inesauribile dei futuri nuovi casi. Abbassare la guardia in questo momento è irresponsabile"

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