Il no dell'Europa agli ogm 

Greenpeace ha dato voce agli europei e ha raccolto oltre un milione di firme per bloccare la diffusione degli OGM

di Neva Ganzerla  - 16 Dicembre 2010
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Greenpeace

 

In seguito all'approvazione  della patata OGM da parte della Commissione Europea nel marzo 2010, autorizzata nonostante i molti dubbi espressi dagli scienziati, Greenpeace ha dato il via a una lotta che ha iniziato oggi a portare i primi frutti.
 
Sfruttando infatti la possibilità per i cittadini della UE di richiedere al Parlamento Europeo la modifica le leggi comunitarie sancita dal Trattato di Lisbona del 2009, Greenpeace ha iniziato una massiccia campagna informativa contro gli OGM e ha chiesto ai cittadini di esprimere il loro dissenso nei confronti di questa legge.
 
La richiesta è quella di vietare nella UE il commercio e la coltivazione organismi geneticamente modificati; almeno fino a quando non verrà istituito un nuovo organo tecnico-scientifico, più indipendente e competente dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa).
 
Dopo un lungo percorso di promozione sia politica che sociale della campagna, Greenpeace e Avaaz, hanno  raccolto oltre un milione di firme per chiedere all’Unione Europea alimenti sicuri e senza OGM e le hanno consegnate al commissario alla Salute dell’UE, John Dalli.
 
Federica Ferrario, responsabile della campagna No-Ogm di Greenpeace, sostiene che gli europei ”Vogliono alimenti sicuri e un’agricoltura sostenibile, senza Ogm. Dopo la consegna di un milione di firme ci aspettiamo che le istituzioni europee e italiane si occupino dei veri problemi legati agli Ogm, invece di prendere le parti delle lobby delle biotecnologie’‘.
 
Ricken Patel, direttore esecutivo di Avaaz, commenta la campagna affermando che sia ”Un passo molto importante per la democrazia europea. I cittadini hanno dato alla Commissione più di un milione di ragioni per ascoltare l’opinione pubblica e agire con precauzione, invece di agevolare gli interessi privati di una manciata di aziende biotecnologiche. Ci aspettiamo che la Commissione si prenda ora carico delle richieste e delle preoccupazioni di cittadini, governi europei e scienziati indipendenti”.
 
 
- nella foto, un'opera dell'artista statunitense Kurt Wenner, posta all'ingresso della sede UE. Il bordo dell'opera è l'elenco dei nomi di tutti i firmatari della campagna di Greenpeace

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