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Una corretta pulizia non protegge solo la bocca: secondo gli ultimi studi salva anche il cuore. Ma lo spazzolino non basta. Ecco come scegliere e usare i fantastici quattro dell’igiene orale

di Laura D'Orsi  - 23 Febbraio 2011
 

Lavarsi con cura i denti non tiene solo alla larga la carie ma fa bene anche al cuore. Uno studio dell’università di Bristol ha dimostrato che la presenza di batteri in bocca può persino causare infarto o ictus. Secondo i ricercatori, questo pericolo è dovuto al fatto che i germi, se entrano in circolo attraverso piccole lesioni delle mucose, possono formare dei coaguli e minacciare vene e arterie. Ecco perché è così importante rimuovere il più possibile la placca batterica. Lo spazzolino però non basta. Servono altri tre “aiutanti”: il filo interdentale, lo scovolino e, quando è necessario, il collutorio. Ecco una guida per sceglierli e utilizzarli al meglio.
 
Il filo che arriva ovunque

Il 90 per cento delle carie si forma tra dente e dente, in quegli spazi ristretti che lo spazzolino non può raggiungere. Ma il filo interdentale sì. «Il tipo normale è formato da centinaia di fibre di seta o di nylon. È il migliore perché i sottili filamenti funzionano come piccoli raschietti e portano via tutti i residui di placca» spiega Gianfranco Aiello, presidente dell’Accademia di estetica dentale italiana. Chi ha denti molto uniti tra loro o addirittura accavallati, fatica a far passare il filo normale. In questo caso, può utilizzare il filo cerato, ricoperto cioè da una patina di cera o sostanze lubrificanti. È più scorrevole ma, dal momento che fa meno attrito, può essere meno efficace. Il filo va passato mattina e sera, prima di spazzolino e dentifricio. Così poi ci si lava i denti e si eliminano tutti i residui di placca.
 
Il cilindretto che difende i ponti

Hanno forma conica o cilindrica e ce ne sono di varie misure. Gli scovolini sono perfetti quando c’è una notevole distanza tra i denti (da un millimetro in su) o esistono ponti o protesi dove ci sono spazi vuoti. Per capire se è quello adatto, bisogna considerare che deve penetrare dolcemente nello spazio interdentale, senza creare contatto tra i denti e l’anima metallica. Si inserisce nelle fessure tenendolo leggermente inclinato, dal basso verso l’alto per i denti inferiori, e dall’alto verso il basso per quelli superiori. Poi lo si muove avanti e indietro, almeno tre volte per ogni dente. Va sciacquato prima di passare allo spazio successivo.
 
Il collutorio che protegge lo smalto

Per una buona igiene orale quello che si è fatto finora basta. Ma se si vuole anche rinforzare lo smalto si può ricorrere ai collutori al fluoro. Ci si sciacqua la bocca la sera, alla fine della pulizia, in modo che i principi attivi agiscano di notte. Attenzione se si hanno i denti sensibili: alcuni prodotti contengono sostanze irritanti, quindi vanno meglio quelli a base di ingredienti lenitivi, come aloe e camomilla, e privi di alcol. Il coluttorio diventa indispensabile quando ci sono infiammazioni delle gengive o dopo un’estrazione. «Qui si usano i prodotti a base di clorexidina, un potente antisettico» dice Aiello. «Vanno prescritti dal dentista e usati per periodi limitati perché possono macchiare i denti».

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