Il cibo crea dipendenza 

Cibo e droghe hanno alla base lo stesso problema neurologico

di Neva Ganzerla  - 06 Febbraio 2010

I ricercatori dell'Addiction Institure of New York hanno utilizzato le tecniche di neuro imaging per studiare i meccanismi cerebrali che spingono le persone obese a cercare continuamente il cibo senza trarne mai soddisfazione.

Il sistema di ricompensa del cervello si basa sulla dopamina: questo neurotrasmettitore aumenta prima e durante un'azione (come mangiare o fare sesso) e influisce sul sistema limbico, responsabile del piacere.

L'esperienza piacevole viene quindi registrata dall'ippocampo e genera un ricordo gradevole.

Nelle dipendenze (come droga, alcol, sigarette), il segnale di soddisfazione che dovrebbe frenare l'impulso si inceppa, generando una continua ricerca del ricordo piacevole.

Il dottor Gene-Jack Wang, del Brookhaven National Laboratory of Long Island, ha confermato che nei pazienti obesi i freni inibitori sono compromessi e il lobo frontale non riesce più a bloccare la produzione di dopamina. Gli obesi quindi non riescono a smettere di mangiare, esattamente come chi abusa di sostanze stupefacenti.

La terapia tradizionale per guarire le dipendenze è basata su due classi di farmaci che agiscono sulla dopamina: gli agonisti, che fanno scendere il desiderio di cibo e gli antagonisti, che ne limitano l'assorbimento.

In ogni caso, la terapia più efficace è ancora l'abbinamento di farmaci e psicoterapia.

Fonte Agi NewsOn

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