Il nuovo check up per il cuore 

Gli strumenti medici oggi individuano il rischio di un attacco cardiaco con anni di anticipo. Peccato che solo una donna su tre faccia controlli specifici e che i casi di infarto siano in aumento

di Cinzia Testa  - 11 Febbraio 2010

La notizia è della Fondazione per il Tuo cuore  che, proprio in questi giorni, ha lanciato una campagna per la prevenzione e la cura dell'infarto.
Ogni anno 60 mila persone hanno un attacco di cuore. E ancora in troppi perdono tempo e chiamano il medico o la guardia medica anziché il 118. Un grave errore perché, come dicono le statistiche ospedaliere, se chi ha in corso un infarto viene portato subito in un'unità di terapia intensiva cardiologica, sopravvive in oltre nove casi su dieci.
Questo anche grazie alle tecnologie, che oggi sono sempre più raffinate. Come l'ecocardiogramma e il dosaggio della troponina, una proteina che viene rilasciata dal muscolo cardiaco con l'infarto: questi due esami fatti insieme rappresentano la "prova del nove" per la diagnosi di un attacco cardiaco.
«In questi anni sono stati fatti passi da gigante e oggi disponiamo di cure e di terapie all'avanguardia» conferma Attilio Maseri, presidente della Fondazione per il Tuo cuore - HCF e autore di importanti scoperte in campo cardiologico. «Ora sappiamo anche che tenendo sotto controllo e correggendo i fattori di rischio in oltre cinque casi su dieci si riduce il pericolo cardiovascolare». E in questo le donne hanno molta strada da fare: secondo una recente indagine solo una su tre esegue periodicamente un esame cardiologico. Ma è un errore, perché è vero che il cuore femminile durante l'età fertile è protetto dagli ormoni estrogeni. Dopo la menopausa, però, il rischio di infarto aumenta. Soprattutto dopo i 60 anni.
Non fuma, non è sovrappeso, ha il colesterolo Ldl, quello "cattivo", sotto i 130, l'Hdl, quello "buono", sopra i 90 e il colesterolo totale inferiore a 200. I trigliceridi sono meno di 170, la glicemia sotto 110, la pressione non supera i 130 di massima e gli 85, 90 di minima.È l'identikit di chi è sanissimo, una specie rara perché chi non ha almeno un valore sballato? Eppure anche i più fortunati devono tenersi sotto controllo.
Vediamo allora insieme agli esperti della Fondazione, quali esami fare e quando per mantenere sano il cuore.
L'esame indispensabile
Una volta all'anno bisogna sottoporsi a un'analisi del sangue per controllare colesterolo, trigliceridi e glicemia e alla misurazione della pressione arteriosa. Lo sapevamo già, ma ora nuovi studi hanno scoperto perché sono esami così fondamentali. Se questi valori si mantengono elevati per molti anni, infatti, possono provocare un aumento dello stato di infiammazione nel sangue. Facilitando così la formazione di placche di grasso nelle coronarie che diminuiscono il flusso di sangue e l'ossigeno al cuore. Con il conseguente rischio di infarto.
La cura fai-da-te
Armati di contapassi e ogni giorno cammina spedita per 20 minuti: devi percorrere 2.000, 3.000 passi, pari a circa due metri al secondo. Uno studio dell'università francese Pierre et Marie Curie ha provato che questo semplice esercizio abbatte di quasi la metà il pericolo di avere disturbi al cuore.Poi riduci il contenuto di sodio non salando pasta e l'insalata: dimezzi la probabilità di avere un infarto.

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