Pranzo di Natale: le calorie di pandoro, panettone, cotechino

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Restare in forma senza rinunciare alle bontà delle feste natalizie? Si può, conoscendo le calorie dei piatti tipici e adottando le giuste strategie salva-linea

Il pranzo di Natale è una di quelle occasioni in cui è giusto e sacrosanto non considerare la dieta e le tabelle nutrizionali. D'altro canto però, sappiamo bene che questi momenti di goduria per le papille gustative hanno l'incredibile capacità di moltiplicarsi a dismisura, protraendosi anche ben oltre i due o tre giorni previsti.

Pensiamo, per esempio, ai pranzi di auguri con i colleghi, con i genitori della classe dei figli, alle cene natalizie "sportive" e a tutti gli amici che, per scambiarsi i regali, puntano su aperitivi e dopocena ricchissimi di cibi golosi e tipici. Ecco, quindi, come orientarsi e mantenersi in forma anche a Natale, passando indenni (o quasi) da una tavolata a un'altra.

Panettone e pandoro: calorie a confronto

Il panettone e il pandoro sono i dolci del Natale per eccellenza. Dunque, perché rinunciarvi? Non tutti i panettoni e i pandori sono uguali: quelli con aggiunta di creme sfiziose, cioccolato e liquori sono ovviamente ben più calorici delle versioni "base". Quindi, il primo consiglio è di optare per panettone o pandoro tradizionali, se possibili artigianali perché preparati con materie prime di alta qualità e genuine.

Un dolce con un'elevata percentuale di burro e di uova come il panettone tradizionale è sì più grasso ma è anche più saziante rispetto a un surrogato del dolce natalizio più ricco, invece, di zuccheri e additivi.

Sappiamo inoltre che il mondo si divide in due fazioni: chi ama il panettone e chi, invece, preferisce il pandoro, anche e soprattutto perché non tollera canditi e uvette. Tralasciando i commenti di tipo gastronomico, quali sono le differenze in termini di calorie?

Il panettone ha circa 360 calorie ogni 100 grammi mentre il pandoro ha circa 410 calorie ogni 100 grammi. La differenza quindi c'è ma non è poi così eclatante: molto dipende anche dalle quantità, l'indicazione è di evitare i bis ma anche le fette troppo piccole.

Tagliarsi una fetta minuscola di pandoro o panettone, atteggiamento pare tipicamente femminile, porta di solito a servirsi anche decine di volte di fette altrettanto piccole fino ad arrivare a consumarne il doppio rispetto a chi opta per una normale fetta di dolce.

Cotechino

Il cotechino è un altro must delle tavole natalizie e delle feste. Non previsto dai menu vegetariani, è invece uno dei secondi piatti prediletti per il pranzo tradizionale di Natale e per il cenone di Capodanno. Una premessa è d'obbligo: il cotechino non è un alimento propriamente salutare poiché si tratta di una carne lavorata e conservata. Però, se inserito in un menu ricco di vegetali, può anche essere meno gravoso di altre pietanze per la salute.

Ma quante calorie ha il cotechino? Indicativamente, le calorie sono 260 per 100 grammi di prodotto. Di solito il cotechino si accompagna al puré e alle lenticchie. Quest'ultime sono ulteriori fonti proteiche (di origine vegetale) e, quindi, non andrebbero di norma consumate con la carne.

Ma, per le feste, si può fare un'eccezione. Il consiglio è di consumare sempre anche una grande porzione di verdure cotte e crude insieme a cotechino e lenticchie: l'apporto di fibre rallenterà l'assorbimento dei grassi e porterà a mangiare meno pietanza, donando un maggiore senso di sazietà.

Lenticchie

Le lenticchie sono invece un alimento estremamente salutare poiché si tratta di fonti proteiche di origine vegetale, ricche di fibre e di minerali preziosi (tra cui, per esempio, il ferro). Nel menu ideale, le lenticchie andrebbero abbinate ai cereali integrali. Nei pranzi delle feste, però, si servono di norma con il cotechino.

Le calorie delle lenticchie sono solo 115 per 100 grammi, quindi possiamo parlare di un cibo ipocalorico e salutare. Molto dipende anche da come vengono cucinate e condite. La tendenza, durante le feste, è di arricchirne il naturale sapore con sughi grassi derivati dalla cottura della carne.

Meglio, invece, lasciarle il più possibile in purezza e non disdegnarne il consumo anche da sole. Magari come cena "riparatrice" e detox insieme a riso integrale e verdure crude, ricche di vitamina C.


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