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Infertilità: occhio allo stile di vita 

Fumo, alcol, stress: gli uomini fanno sempre più fatica a procreare. Ma un terzo degli infertili ce la può fare....

di Neva Ganzerla  - 24 Giugno 2010
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Uomini sempre meno fertili.

Secondo i dati raccolti da ProCrea, fumo, stress, vita sedentarie e abuso di alcol hanno ridotto il numero medio degli spermatozoi da 113 milioni a 66 milioni.
La tendenza sembra non arrestarsi: "Gli esami cui i nostri pazienti si sottopongono rivelano una situazione preoccupante: non solamente sono in aumento le infezioni e le patologie che influiscono sulla salute riproduttiva maschile, ma c'è alla base una scarsa conoscenza dei problemi andrologici", osserva Thierry Suter, medico esperto in Medicina della Riproduzione che opera all'interno di ProCrea.

"Il problema diventa oggetto di attenzione da parte degli uomini solo nel momento in cui cercano un figlio, ma le cause che possono portare ad alterazioni riproduttive insorgono talvolta fin dall'infanzia".
Nonostante il Ministero della Salute abbia da tempo lanciato campagne informative, gli italiani non hanno coscienza dei comportamenti che minano la loro fertilità.

Se è noto che fumo, alcol, deficit ormonali e anomalie genetiche influiscano negativamente sulla conta spermatica, pochi uomini sanno che anche lo stile di vita gioca un ruolo fondamentale.

L'eccessiva sedentarietà, il rimanere spesso e per troppo tempo in luoghi troppo caldi, vivere una vita stressante, troppo carica di impegni e responsabilità possono causare cambiamenti fisici e psichici che inibiscono la produzione di spermatozoi.
"Anche l'orchiepididimite, causata dagli orecchioni o da infezioni dopo la pubertà, oppure traumi o torsioni testicolari possono determinare un'atrofia dei testicoli con danni permanenti. Il criptorchidismo, ovvero la mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli, è un difetto congenito che può provocare sterilità" se non si interviene in tempo, prosegue Suter. "Anche il varicocele, dilatazione patologica delle vene testicolari, può determinare un surriscaldamento del testicolo, con riduzione anche marcata dei parametri seminali".
 
Benché molti fattori concorrono a diminuire la fecondità maschile, è possibile intervenire con cure adeguate.
"Si stima che un terzo degli uomini definiti infertili, una volta sottoposto ai trattamenti, riesca ad avere una paternità naturale. I rimanenti possono ricorrere all'aiuto della fecondazione assistita. Persino uomini considerati un tempo assolutamente sterili, possono diventare padri, recuperando gli spermatozoi direttamente dal testicolo e iniettandoli all'interno della cellula uovo (ICSI)".
 
Il ricorso alla fecondazione eterologa (sperma di donatore anonimo) avviene solo nel 3 per cento dai casi, quelli in cui a causa dell'azoospermia (mancanza di spermatozoi nel liquido seminale) non è possibile creare i presupposti per la fecondazione.

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