Insonnia: difficoltà ad addormentarsi o facilità a svegliarsi?
08/09/2011
Non tutte le insonnie sono uguali. C'è chi fa fatica ad addormentarsi e chi si sveglia all'alba o nel cuore della notte. Che differenza c'è tra i 2 tipi di insonnia? Scopriamolo insieme allo specialista del disturbi del sonno.
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Photoshot
Dal punto di vista neurofisiologico, il ritmo sonno-veglia (in gergo medico, ritmo circadiano) è fatto di 24 ore. Di queste sono circa otto, le ore dedicate al sonno.
Ma non tutte sono “fatte” dello stesso sonno. Mentre dormiamo passiamo attraverso cicli neurofisiologici che riguardano oscillazioni di sonno la cui durata è di un’ora e mezza.
Inoltre il sonno è composto da 4 stadi diversi che indicano la profondità del sonno stesso.
Posta questa premessa, ci sono due tipi di insonnia:
Difficoltà ad addormentarsi
Una condizione neurofisiologica di ansia mantiene il soggetto allertato, cioè vigile e questo rallenta la spontaneità con la quale si addormenta.
La fase dell’addormentamento è caratterizzata dalla stanchezza fisiologica e da un desiderio di abbandonare il rapporto con le cose reali per rivolgersi ad un mondo privo di pensiero logico e di contatto con la realtà che tormenta e che angoscia.
Molti soggetti non riescono a staccare la guardia. Continuando a essere sentinelle di se stessi e a vigilare sul loro sé, come se si trattasse di un turno di guardia di un forte, che deve essere costantemente tenuto sotto controllo. Rimangono svegli ruminando continuamente pensieri come se se ne dovessero liberare e per questo di mantenersi svegli.
Risveglio precoce
Per quanto riguarda il risveglio precoce, ciò indica un bisogno rapido di riappropriarsi del contatto con la realtà a causa dell’incapacità di mantenere con fiducia il contatto con il mondo fantasmatico, cioè con il mondo delle nostre fantasie che avrebbe la funzione di elaborare e digerire le situazioni preoccupanti del giorno precedente. Il risveglio precoce può dipendere anche dalla caratteristica di base che è alla radice della personalità ansiosa.
Generalmente il risveglio precoce è considerato dai clinici un sintomo di depressione, cioè una risposta reattiva al bisogno di controllo di una realtà che in qualche modo genera ansia e preoccupazione.Insonnia cronica
Alcune persone accusano problemi di insonnia molto severi, per i quali richiedono un trattamento farmacologico ad opera benzodiazepine, che però può indurre dipendenza.
Anche se gli stessi medici riconoscono che la dipendenza rappresenta il minore dei mali di fronte all’insonnia severa che impedirebbe di riposare in modo cronico.
Statisticamente a soffrirne sono di più le donne (sul totale degli insonni il 60% sono donne). Rassicuriamo che la maggior parte degli insonni non necessita di un aiuto farmacologico, perché riescono ad “educarsi” con alcuni accorgimenti che permetta loro di dormire un numero sufficiente di ore.
Consigli
Occorre un’igiene del sonno che preveda alcune regole basilari:
- non assumere alcolici prima di dormire né caffè e sostanze eccitanti
- non appesantirsi con il cibo
- possibilmente prendere una tisana rilassante (a base di camomilla, melissa, valeriana)
- Non andare a letto se non si ha sonno
- Non guardare la televisione
- Usare il letto solo per dormire (non leggere, non usare il pc che stimolano la mente)
- Andare a letto abbastanza tardi e alzarsi piuttosto presto: ciò serve non solo a regolare il ritmo sonno-veglia ma anche a cercare di restringere (e concentrare) il tempo per dormire.
Nell’ambito farmacologico i 2 farmaci che servono mediamente a curare il sonno sono le simil-benzodiazepine e le benzodiazepine, che a loro volta si differenziano in farmaci che hanno un’emivita (durata) breve, cioè di 3 ore e un’emivita lunga.
Chi fa fatica ad addormentarsi troverà giovamento dai farmaci con emivita breve; al contrario chi è tormentato dai risvegli precoci dai farmaci con emivita lunga, poiché evitano che il soggetto si svegli nel corso della notte.
Altri farmaci indicati nel trattamento dell’insonnia sono gli antidepressivi: inibitori della ricaptazione della serotonina (ormone del buonumore). La loro funzione è quella di impedire che la serotonina, una volta che è in circolo, venga riassorbita rapidamente.
Prima di andare a dormire assumere antidepressivo può favorire la conciliazione del sonno.
Ricordiamo che si tratta di farmaci che vanno assunti esclusivamente previa prescrizione medica. Lo specialista dei problemi del sonno è il neurologo ma anche il medico specializzato in psicologia clinica.(Con la consulezza dello psicologo clinico in Bologna, Dottor Roberto Pani).
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