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Lampadine: basso consumo, alto rischio? 

Le lampadine a basso consumo emanano un campo elettromagnetico da cui è bene tenersi alla larga

di Neva Ganzerla  - 12 Aprile 2010

Con l'allarme riscaldamento globale e, soprattutto, con l'aumento del costo dell'energia sempre più persone scelgono di illuminare le proprie case con le lampadine a basso consumo.

Come riporta Altroconsumo  dal primo settembre scorso, grazie ad una legge europea, le vecchie lampadine ad incandescenza da 100 watt sono uscite di produzione.

Entro il 2012 il divieto sarà esteso a tutte le lampadine al tungsteno, a favore di quelle fluorescenti di classe energetica A.

Ma l'Ufficio Federale della Sanità Pubblica Svizzera raccomanda di fare attenzione.

Uno studio ha infatti valutato il campo elettromagnetico delle lampadine a basso consumo ed afferma che per evitare i rischi che derivano dall'esposizione a queste forze magnetiche è necessario rimanere ad una distanza di almeno 30 centimetri dalla fonte di luce.

Come riportato sul sito svizzero  "I campi elettrici e magnetici a bassa e media frequenza possono generare nel corpo umano correnti elettriche che, a partire da una certa intensità, provocano infiammazioni dei nervi e dei muscoli.

Affinché non insorgano simili disturbi, le correnti non devono superare i valori limite.

Uno studio svizzero ha misurato i campi elettrici e magnetici di undici lampadine a basso consumo e calcolato le correnti che essi provocano nelle persone.

Lo studio mostra che soprattutto i campi elettrici a media frequenza sono responsabili di queste correnti.

Questi campi raggiungono, direttamente intorno alle lampadine, tra il 10 e il 55 per cento dei valori limite, a seconda del tipo. Più la distanza dalle lampadine aumenta, più essi diminuiscono rapidamente e, a una distanza di 20 cm, corrispondono ancora solo al 2-10 per cento dei valori limite.

I campi magnetici a bassa e media frequenza sono invece bassi e hanno sul corpo umano un impatto irrilevante."

Un altro rischio possibile è causato dalla luce ultravioletta (raggi UV) emanata che potrebbe creare problemi alle persone con forte sensibilità alla luce solare.

Anche se per il momento i rischi da esposizione non sono scientificamente testati, la via precauzionale è d'obbligo, soprattutto per chi rimane esposto alla luce di queste lampade per molte ore, per esempio lavorando alla scrivania.

Attenzione anche alla manutenzione delle lampade vecchie o difettose: il tremolio della luce che può verificarsi nei dispositivi vecchi o molto usati può causare emicranie anche nelle persone che normalmente non soffrono di mal di testa.

Importantissimo per la salute è anche lo smaltimento delle lampadine, soprattutto quelle rotte: le lampadine a basso consumo contengono infatti un'esigua quantità di mercurio. Se una lampadina si rompe, liberando mercurio, è consigliabile raccogliere i pezzi rotti con l'aiuto di un nastro adesivo e portarli a un punto vendita per lo smaltimento. Aerare inoltre il locale con cura.

Le lampadine a basso consumo non devono essere mai gettate nella spazzatura domestica. Le lampadine difettose vanno riportate al commerciante o gettate nell'apposito contenitore del centro di raccolta differenziata.

Questo perché il mercurio, se liberato, causa danni irreversibili all'ambiente e intossica l'organismo umano.

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