Lavorare da casa: sì, no, forse 

Lavorare da casa: Sogno probito? Inferno realizzato? Paradiso in terra?  Dipende dai gusti e dalla personalità, e nel frattempo cerchiamo di capirne i vantaggi e gli svantaggi

 - 09 Novembre 2012
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Photoshot

 

Lavorare da casa: Sogno probito? Inferno realizzato? Paradiso in terra? Dipende dai gusti e dalla personalità, ma volendo essere utili e quindi necessariamente cercando di vedere le cose in modo obiettivo e distaccato cerchiamo di capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi più significativi di un modo di lavorare che in Italia è ancora poco diffuso ma si sta affermando sempre di più nei paesi più avanzati.
Gli aspetti caratteriali sono abbastanza facili da definire. Per le estroverse che hanno bisogno di contatto umano, amano il brusio continuo e la chiacchiera da ufficio, che trovano ispirazione e energia nella compagnia, l'ufficio è evidentemente il posto giusto mentre lavorare da casa sarebbe molto probabilmente fonte di frustrazione e stress.
Per chi ama la quiete e come compagnia sogna la musica, chi non ha bisogno di interagire live (l'interazione c'è comunque ma è filtrata da messenger, telefono e email) con colleghi e colleghe e non soffre la solitudine, lavorare da casa può essere un'esperienza fantastica.
Vediamo ora i fattori oggettivi più importanti che possono far spostare la bilancia più o meno in favore del lavoro in una sistemazione domestica.
Iniziamo con i più.
È comodo. Su questo c'è poco da dire, alzarsi e trovare l'ufficio è indubbiamente più comodo che non prendere mezzi pubblici, automobile o altro per arrivare al lavoro, e si risparmia anche un sacco di tempo.
Gli orari sono flessibili: si è dormiglioni e gufi notturni - non ci sono cartellini o vincoli che costringono a svegliarsi presto e stare con le mani in mano nelle ore in cui si sarebbe più produttivi; ci si sveglia all'alba e si perde ogni capacità di ragionare dopo le 5, nessuno impedisce di iniziare a lavorare alle 6 e smettere alle 5. Non bisogna prendere permessi quando viene l'idraulico o l'imbianchino, per andare dal medico o per ricevere una consegna. Si possono fare con grande facilità un sacco di cose che in condizioni di lavoro "normali" sono più complicate.
Anche sul fronte abbigliamento c'è poco da dire: uno a casa propria si veste come meglio crede, dalla formalità più totale al pigiama è quasi tutto ammesso. Non ci sono distrazioni nè spie o spioni; ci sono tutte le condizioni per mangiare più sano, e si risparmia anche - sulla benzina, sul cibo, sui biglietti principalmente.  
È tutto rose e fiori quindi? No. lavorare a casa ha i suoi lati negativi.
Il primo è l'organizzazione e la motivazione al lavoro: senza controlli diretti o indiretti o ci si organizza da soli e si trova in sè stessi la voglia di fare o si va poco lontano. Difficile in un ufficio trovarsi a mezzora da una consegna senza aver fatto niente; se non si è rigorosi, a casa è possibile che succeda.
La ridotta interazione con i colleghi - notare bene che diciamo ridotta non nulla - fa sì che si corra il rischio di considerare ogni idea geniale, ogni prodotto perfetto, ogni lavoro un capolavoro. Non è sempre così, e strutturarsi in modo da avere feedback da altre parti sicuramente aiuta a non cadere nella rete (controproducente) della autocelebrazione.
La pigrizia: abbiamo visto che lavorare da casa si addice a chi è schivo, tendente al chiuso, che ama poco avere a che fare con gli altri. Il lavoro da casa rischia di acutizzare questi aspetti perchè permette di vivere e guadagnare senza essere costretti a sforzare nemmeno un po' la proria natura. Portato agli estremi, potrebbe rivelarsi un problema, per cui è bene darsi da fare, fissare appuntamenti fuori e costringersi a vedere gente.
La cucina: per alcuni lavorare da casa equivale ad una merenda infinita. Un po' di rigore e autodisciplina dovrebbero ovviare alla tentazione, ma bisogna volersi applicare.

Il disordine: un tavolo che è una scrivania va bene in un ufficio, fa uno strano effetto quando è in un salotto.
La gente tende a non prendere sul serio chi lavora da casa: sono frequentissime le telefonate e le proposte di uscita in "orario d'ufficio", tanto lavori da casa, puoi fare quello che vuoi. A volte è possibile, a volte no, come in un lavoro fuori, ma non è sempre facile farlo capire.
Qualche suggerimento:
Il primo, a nostro giudizio imprescindibile, must di un lavoro in casa è organizzare uno spazio ad hoc, separato dal resto della casa così da poter a. chiuderlo quando si stacca e b. adottare una mentalità seppure in modalità più flessibile, da ufficio. Un no secco alla tentazione di lavorare dal letto, dal divano, dal tavolo della cucina. Il lavoro è lavoro e la casa la casa. I due ambienti e le due teste, seppur comunicanti è bene che rimangano separati  
Non tagliare i rapporti con l'ufficio principale, farsi sentire, far notare che si è presenti e attivi, pronti e disponibili a partecipare alle attività del centro.
Non lasciarsi andare - nell'abbigliamento, nell'alimentazione, nel beauty. L'ufficio in casa è semplicemente in una location diversa, il rispetto e l'amore per sè stesse, la voglia di essere belle, affascinanti, interessanti, devono esserci quanto e più di prima.

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