Cristina, l'operatore territoriale: uno scambio di forza e sorrisi 

di DonnaModerna.com consiglia
 

E pensare che all'inizio della sua carriera, con il diploma di assistente sociale in tasca, non voleva assolutamente lavorare con i disabili. Invece oggi Cristina Alippi, 49 anni, operatore territoriale specializzata nella sordocecità, è una delle colonne del Centro di Lesmo della Lega del Filo d’Oro. “È vero, agli inizi temevo di non farcela”, confessa, “ma quando nel 1993 una mia ex compagna di classe che lavorava per la Lega mi propose di iniziare, accettai. E meno male, perché ho scoperto la mia strada, anche grazie all’umanità di Rossano Bartoli, il cui esempio è stato ed è molto importante”.

 

Bartoli è, dal 1988, il Segretario Generale della Lega del Filo d’Oro, Associazione nata nel 1964 che assiste e riabilita i sordociechi e i pluriminorati psicosensoriali. Il primo contatto con questa realtà fu nel 1968 come volontario. Da quel momento ha vissuto in prima persona la crescita e lo sviluppo dell'Associazione. Ora accompagna la Lega del Filo d’Oro verso la realizzazione di un sogno: il nuovo Centro Nazionale di Osimo (An), un polo di alta specializzazione innovativo e ora in fervente cantiere.

Come tanti operatori della Lega, Cristina è veramente innamorata del lavoro che fa. La sua solarità è contagiosa: l’allegria della voce la annuncia già prima che compaia il suo volto sorridente. Il suo rapporto con gli utenti è un autentico scambio: “Sono io che ricevo forza da loro, non il contrario”, sostiene.

Il primo luogo in cui Cristina ha capito che l’incontro con la Lega avrebbe cambiato la sua vita è stato un soggiorno estivo: è scattata un’empatia assoluta e senza barriere. Ha capito che non sarebbe mai stata capace di trattare i disabili come “diversi”. Racconta: “Io mi arrabbio con loro, ci litigo anche, se necessario. E perché non dovrei? Se li trattassi con i guanti bianchi vorrebbe dire che non sono persone normali”.

Cristina ha piena fiducia nelle possibilità degli utenti. È in prima linea nella sperimentazione del progetto tutor, nel quale una persona sordocieca o pluriminorata psicosensoriale seguita dalla Lega ne affianca un’altra con le stesse caratteristiche ma “appena arrivata”, guidandola all'accettazione di sé e al dissotterramento delle proprie abilità.  

Cristina è sicura: “Se si investe nelle potenzialità di queste persone non si viene mai delusi”.

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