Il cuore grande della famiglia dei sostenitori 

“La solidarietà è l’unico investimento che non fallisce mai”, Henry David Thoreau.

di DonnaModerna.com consiglia
 

La Lega del Filo d’Oro dal 1964 assiste, educa, riabilita e reinserisce nella famiglia e nella società le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, accompagnandole fuori dall'isolamento. Le sue attività sono finanziate solo in parte da fondi pubblici. Se da oltre cinquant'anni l’Associazione ha potuto raggiungere tanti ragazzi e altrettanti famigliari, estendendo il suo operato in otto regioni italiane, è soprattutto grazie alla generosità dei suoi sostenitori.

Il 65% delle entrate deriva infatti da risorse di privati. È grazie al cuore grande della famiglia dei sostenitori che è possibile garantire agli utenti una completa assistenza, ampliare e potenziare i servizi offerti e dare risposte ai bisogni di un numero sempre maggiore di individui. Per questa ragione la raccolta fondi per la Lega del Filo d’Oro ha un ruolo vitale. È un polmone di solidarietà che va oltre i più asciutti numeri.

Ad oggi sono oltre cinquecentomila i sostenitori a livello nazionale, una cifra quasi commovente.

Molti partecipano alla Giornata del Sostenitore, che si fa ogni anno a maggio, e ci chiedono come stanno i bambini, cosa fanno, quali sono gli ultimi progressi...”, racconta Nicola Montironi, dipendente dell’Area Raccolta Fondi della Lega. “Mi rende orgoglioso riuscire a trasformare un freddo calcolo matematico in amore e speranza”.

La Giornata del Sostenitore, giunta ormai alla VIII edizione, è un evento che l’Associazione dedica, ogni anno a maggio, a quanti contribuiscono alle attività dei centri, un modo per ringraziare tramite il sorriso dei ragazzi e degli operatori, un’occasione per toccare con mano quanto il loro piccolo grande contributo possa migliorare la vita delle persone sordocieche.

Un giorno ho telefonato alla Lega, quasi per caso, e ho fatto una donazione: mi sono sentito così bene che ho iniziato a fare altri bonifici saltuariamente, appena ne avevo la possibilità”, sono le parole di Pacifico Fermanelli. “Poi mi sono affezionato talmente tanto che ho voluto vedere con i miei occhi cosa facevano del mio denaro. E lì è cambiato tutto. Ho conosciuto i ragazzi, gli operatori, ho visto le strutture, ma soprattutto ho sentito il calore di una famiglia. Non ne ho una mia e allora ho adottato loro. O forse loro hanno adottato me”.

Oltre 50 anni di storie di successo, di gioia, di amore… Vogliamo scriverne tante altre ancora! Aiutaci anche tu!

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