Fiorella, quando la fisioterapia è anche respiro, carezze e odori 

di DonnaModerna.com consiglia
 

Non solo pratiche manuali e tecniche che intervengono su mobilità della muscolatura e dell’ossatura. La fisioterapia alla Lega del Filo d’Oro è tanto di più. È fatta anche di darsi completamente e di aprire un rapporto profondo destinato a non chiudersi più. “Io offro tutta me stessa nella relazione con gli ospiti, ci metto il mio respiro, il mio tocco, l’odore, il rumore dei passi... e ogni giorno è diverso, si ricomincia sempre, le novità non mancano mai”. A parlare è Fiorella, 56 anni, fisioterapista dal 2007 nel centro della Lega del Filo d’Oro di Molfetta che assiste, educa, riabilita e reinserisce nella famiglia e nella società persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali.

Quando è arrivata, Fiorella aveva già trent'anni di professione alle spalle, una specializzazione in psichiatria e la certezza di saper fare il suo mestiere. Eppure ha capito subito che la nuova esperienza l’avrebbe cambiata intimamente e avrebbe modificato il suo modo di lavorare. Giunta alla sede nazionale di Osimo per un corso di formazione, si è detta: “Quando uscirò da qui, non sarò più quella di prima”.

Con persone che non parlano, non sentono e non vedono, la comunicazione non è immediata. La fisioterapia deve quindi trovare una chiave di contatto. Tra operatore riabilitativo e utente si instaura un coinvolgimento emotivo fatto di carezze, pressioni, massaggi, che non sono solo pura espressione di affetto, bensì codici comunicativi, stimoli e opportunità di crescita.

Fiorella prima era abituata ad aprire e chiudere parentesi: quando il paziente arrivava con la sua infermità momentanea, si apriva la parentesi della fisioterapia; una volta che la mobilità era riacquisita, la parentesi si chiudeva.  “A Osimo invece ho capito che lì le parentesi si aprivano ma non si chiudevano mai”, ricorda Fiorella. “Perché iniziava un rapporto diverso, fatto di relazione vera, personale. Non ero più io che rispondevo a una richiesta, ma dovevo trovare il modo di entrare laddove non ero attesa”.

Una volta trovata la chiave la soddisfazione è impagabile. Quando un ragazzo prima chiuso come un riccio inizia ad aprirsi al mondo, Fiorella è felice di aver imboccato la strada giusta.

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