• Home -
  • Salute-
  • Macchie solari: il rischio della sovraesposizione al sole

Macchie solari: il rischio della sovraesposizione al sole 

Si formano quando la resistenza della pelle ai raggi solari raggiunge il suo limite. Si possono togliere con il laser dermatologico, ma è meglio prevenirle con piccoli accorgimenti.

di Alessandra Montelli
Credits: 

Fotolia

 

Pur essendo l'organo più pesante del nostro corpo, la pelle, secondo i dermatologici, ha una limitata resistenza ai raggi solari.

In altri termini, è come se fosse un organismo a parte che può resistere senza danni per un certo numero di ore totali nell'arco della vita complessiva. Non si tratta certo di ore poco numerose. Ma questa resistenza della pelle ai raggi solari dipende molto dalla latitudine terrestre e dall’intensità del sole. Per esempio vicino all’Equatorei raggi solari sono più dannosi, pertanto l’esposizione al sole può essere mantenuta per un tempo minore, senza che ciò causi danni vistosi.

Tuttavia, anche se usiamo protezioni solari e ci esponiamo con prudenza al sole, la durata di questa meccanismo di assorbimeno dei raggi solari è molto soggettivo e limitato. Quando la pelle è al limite della sua sopportazione ai raggi, la pelle invecchia. Tra le tanti manifestazioni indici di questo invecchiamanto ci sono le macchie solari che indicano una certa fragilità di alcuni punti del derma. In particolare, l’irrorazione dei capillari non funziona bene, i quali vengono meno nela loro funzione di apportare nutrimento al derma.

Le macchie solari indicano questa mancanza di irroramento sanguigno della pelle. Molti credono che possano essere espressione di melanina. In realtà la melanina interviene come protezione dei raggi solari per impedirne la dannosità.

Il rimedio più sicuro è quello di rivolgersi al dermatologo che con un laser brucia il pezzettino di pelle non irrorato. Questo intervento dermatologico riproduce una pelle nuova, con il risultato di far scomparire la macchia.

Ci sono creme schiarenti all'idrochinone, ma che hanno un effetto poco duraturo.

La migliore cura è la profilassi che prevede l’assunzione di polifenoli, flavonoidi, vitamina E e l’esposizione graduale al sole.

Meglio certi momenti della giornata per esporsi per evitare l’irritazione eritematosa dei raggi solari.

La donna in stato di gravidanza corre maggiori rischi a causa dei meloniciti prodotti da un cambiamento ormonale di questo periodo.

E’ meglio evitare di stare al sole per molto tempo quando si assumono farmaci antibiotici e progestinici se la pelle è sensibile.

© Riproduzione riservata
Pubblica un commento
 
 
salute/macchie-solari$$$Macchie solari: il rischio della sovraesposizione al sole
Mi Piace
Tweet