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Malasanità: più difficile denunciare il medico 

Una nuova legge obbliga il paziente alla concilazione prima della denuncia

di Neva Ganzerla  - 14 Maggio 2010

Negli ultimi anni le denunce contro i medici sono aumentate vertiginosamente, tanto che in 14 anni l'incremento è pari al mille per cento.

I dati sono stati presentati da Ania durante il convegno "La conciliazione, un'alleanza rinnovata tra medico e cittadino" organizzato dalla Fondazione Previasme.

Ogni anno, 15.000 denunce vengono esposte dai pazienti vittime di errori umani e quello che colpisce è l'inversione di tendenza che non vede più la struttura sanitaria al centro della denuncia, bensì il singolo medico responsabile personalmente dell'errore.

Gli errori più segnalati sono quelli effettuati durante interventi chirurgici (53%), errori di diagnosi (26%) e terapie sbagliate (21%).

Questi dati testimoniano che il rapporto fiduciario medico-paziente sta crollando e si sta lentamente  trasformando in un conflitto che in primo luogo mette in pericolo il paziente, che non fidandosi più della competenza dei medici si trova disorientato e non sa più a chi rivolgersi.

Dato il gran numero di denunce, è stato formulato un nuovo decreto legge (D. lgs 28/2010, attivo dal 2011) che, in caso di controversia col medico, obbliga il paziente a percorrere la via della conciliazione prima di ricorrere alle vie legali.

Non sarà quindi più possibile esporre denuncia alla magistratura senza aver cercato col medico denunciato un accordo di mediazione.

La novità è stata non a caso appoggiata dall'88,5 per cento dei medici italiani.

Portroppo però, visti i tempi dei tribunali civili, è chiaro che la proposta scoraggerà automaticamente i pazienti a denunciare i casi di malasanità.

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