Asma o non asma? 

 

Quando c’è il sospetto che quella tossetta e quel fiato corto possano nascondere l’asma è meglio rivolgersi allo specialista. Per fare gli esami giusti

di Cinzia Testa, Mara Minoia
Credits: 

Corbis

 

Se ti senti il fiato corto, un senso di oppressione, o addirittura ti manca l’aria, non perdere tempo, ma rivolgiti  a un centro per la cura delle malattie respiratorie. La visita consiste innanzitutto in un lungo colloquio, per mettere a fuoco il tuo stile di vita, quando hai problemi di respirazione e gli eventuali fattori di rischio. Questa chiacchierata è importantissima e perciò ti suggeriamo di prepararti prima, appuntandoti una descrizione dei sintomi, quando si presentano e con quale gravità. Ricordati anche di comunicare al medico se in famiglia ci sono altri casi di asma, oppure di allergia.

La misurazione del respiro

Durante la visita lo specialista esegue la spirometria. Questo esame indica la capacità di respirazione. Se il risultato è basso, significa che i polmoni sono molto infiammati e per questo il fiato è “corto” e il respiro è affannoso. Se invece questo esame risulta negativo ma c’è comunque il sospetto di malattia, lo specialista potrebbe prescrivere la misurazione della funzione respiratoria. Che viene eseguita dopo l’inalazione di una sostanza chiamata metacolina, oppure dopo l’esecuzione di un esercizio fisico. In caso di asma, si manifesta un’eccessiva reattività bronchiale e si scatenano i sintomi.

I test allergologici

Infine, quando i sintomi fanno sospettare un’asma allergica, lo specialista richiede anche alcuni test specifici, che sono in grado di identificare quali sono le sostanze a cui si è sensibili. Il più utilizzato è il Prick test. Sulla pelle della parte interna dell'avambraccio viene depositata qualche goccia di una soluzione contenente l'estratto allergenico. In caso di allergia, la zona diventa rossa, gonfia o fa prurito.

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