Piccoli calcoli crescono 

 

I calcoli renali non risparmiano nemmeno i bambini.  Ma perché si formano? E come si affrontano? Ecco le risposte ai dubbi delle mamme

di Cinzia Testa
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Corbis

 

Le coliche renali non sono solo un problema degli adulti. Ne soffrono infatti anche i bambini. E sono in tanti. Più o meno due su 100. A differenza di quanto accade per i grandi, nel caso dei bimbi c’entrano poco l’alimentazione, oppure la pessima abitudine di bere poco. I  fattori che giocano un ruolo nel predisporre i piccoli alla calcolosi renale spesso sono presenti dalla nascita. Sono innanzitutto alcune anomalie all’apparato urogenitale, che facilitano la sedimentazione delle sostanze che si aggregano e formano il sassolino. Oppure un difetto nel metabolismo, che porta l’organismo del bambino a “fabbricare” calcoli. Sembra poi che svolgano un ruolo significativo anche le infezioni e un eccesso di vitamina D.

 

Qui ci vogliono le onde d’urto

Ma come si affrontano? Di sicuro, dopo la prima colica è meglio parlarne col pediatra per la scelta del trattamento migliore. Nel caso dei bambini, infatti, un calcolo non curato nel tempo aumenta di dimensioni e può provocare infezioni urinarie e danni all’apparato renale.

Il trattamento di prima scelta è rappresentato, come per gli adulti, dalla litotrissia extracorporea, cioè dalla frantumazione dei sassolini con le onde d’urto. Con alcune differenze. Di solito il bambino viene sedato, così non sente dolore e in più rimane ben fermo. E deve stare ricoverato in ospedale un giorno. La litotrissia in ogni caso è  ben tollerata anche dai bambini più piccoli e nell’arco di un mese dal trattamento non ci sono più residui di calcoli.

Qui ci vuole la fibra laser

Quando però i calcoli sono di una dimensione tale da non poter essere disgregati con le onde d’urto, non rimane che ricorrere a una tecnica mininvasiva, La più recente, come per gli adulti, è la Micro-perc. Anzi, grazie alle sue caratteristiche, è particolarmente indicata per i piccoli. Rispetto ai metodi chirurgici tradizionali, gli strumenti miniaturizzati che vengono utilizzati abbattono il rischio di danni ai reni. Grazie a un ago speciale viene infatti introdotta nella zona da trattare una sottilissima fibra laser che polverizza i calcoli. Anche in questo caso il bambino deve rimanere in ospedale un giorno.

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