Piccoli celiaci crescono 

Quando in casa uno dei genitori soffre di celiachia lo svezzamento del bimbo è spesso fonte di ansia. Qui i consigli per affrontarlo con serenità

di Cinzia Testa, Mara Minoia
Credits: 

Corbis

 

Se in famiglia c’è un caso di celiachia, la nascita di un bambino porta con sé un sacco di dubbi e di ansie. È normale infatti domandarsi cosa accadrà nel corso dello svezzamento e, soprattutto, se a 4-6 mesi di vita del bambino è il caso di cominciare con le prime pappe senza distinzione tra gli alimenti. Per fare chiarezza c’è voluto uno studio italiano che si è focalizzato proprio sul delicatissimo momento del passaggio dal latte ai cibi solidi. Le conclusioni parlano da sé. Se c’è già un precedente di celiachia, evitare di introdurre subito gli alimenti che contengono glutine.

Niente pappe pronte

No quindi agli omogeneizzati e in generale alle pappe pronte, a meno che non siano gluten free o comunque senza additivi, addensanti o altro a rischio. Meglio invece preparare in casa i piatti per il proprio bambino, adottando le stesse precauzioni impiegate per i celiaci grandi. Questa fase dura fino al primo compleanno del bambino. E in seguito, si può provare a introdurre cibi con glutine, come il semolino di grano duro ad esempio, oppure la pasta tradizionale.

Occhio a queste spie

Attenzione però. Se si verificano diarrea cronica senza altra ragione,  un calo nel peso che non è giustificato, oppure un arresto della crescita, bisogna parlarne subito col pediatra. E sottoporre  il bambino agli esami del sangue per verificare la presenza o meno della celiachia. Se i valori degli anticorpi sono molto elevati, fra l’altro, oggi per fortuna è possibile evitare la biopsia, come definito da un gruppo di studio pediatrico europeo.Oltre a estendere anche al proprio figlio la dieta gluten free, è fondamentale avvisare subito sia i parenti sia le mamme degli amichetti del proprio bambino. E, per facilitare loro la vita, è meglio stampare l’elenco di ciò che è permesso e ciò che è vietato, comprese le accortezze da seguire in più per tenere alla larga il rischio di contaminazione.  Vanno quindi informati, quando sarà il momento, anche  le maestre della scuola materna prima, e poi di quella elementare. Per legge, tutte le scuole devono prevedere la preparazione di pasti per celiaci in ambienti adeguati ad evitare pericoli.

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