Prevenzione infarto: cosa fare per combattere i problemi cardiaci 

Ogni anno in Italia si verificano 130 mila infarti. Sabato 16 aprile in 14 città italiane i Centri di cardiologia aprono le porte a tutti per affrontare le tematiche connesse al post-infarto. Scopri di più

di Cinzia Testa  - 14 Aprile 2016
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Ogni anno in Italia si verificano 130 mila infarti. E nel 95-97 per cento dei casi oggi si torna a casa nell’arco di una settimana col cuore “rimesso a nuovo”. Ma qui cominciano i guai. Eh sì, perché a distanza di due anni, sei su dieci hanno un nuovo problema cardiaco.

Le ragioni? Lunghe come la lista di una spesa. Come una scarsa comunicazione medico-paziente. Oppure la ripresa delle cattive abitudini nello stile di vita e in primo luogo del vizio del fumo. O ancora, l’abbandono delle cure prescritte dal cardiologo e in particolare delle statine, cioè dei farmaci che tengono sotto controllo l’ipercolesterolemia.

Per questo sabato 16 aprile in contemporanea in 14 città italiane i Centri di cardiologia aprono le porte a tutti. L’evento è stato battezzato “Amico del cuore” ed è stato promosso dall’Anmco, l’associazione che riunisce i cardiologi ospedalieri, insieme alla fondazione “Per il tuo cuore” e a Conacuore. “È l’occasione per confrontarsi su una tematica, quella del post-infarto, che è ancora troppo sottovalutata,” spiega Michele Massimo Gulizia, presidente Anmco. “È necessario invece coinvolgere non solo il paziente, ma tutta la famiglia. Gli studi ci dicono che seguire la dieta mediterranea e assumere con costanza le cure prescritte per tenere i livelli del colesterolo cattivo sotto i 70 milligrammi per decilitro, sono la strada giusta per la prevenzione del secondo infarto”.

Dopo un infarto quindi bisogna imparare a “coccolare” il cuore. E questo vale anche per le donne che al ritorno a casa tendono a trascurarsi a favore della famiglia. Che fare allora? Di sicuro, seguire le terapie prescritte dal cardiologo. Ma non solo.

Alla larga dalle tentazioni a tavola
Sono sufficienti cinque grammi al giorno di grassi trans per aumentare del 23 per cento il rischio di malattie cardiovascolari. Queste sostanze infatti, contenute in abbondanza in alcuni oli industriali e nella margarina, hanno la capacità di far andare alle stelle l’Ldl, cioè la parte del colesterolo “cattiva”. A questa conclusione sono arrivati gli esperti dell’università di Copenaghen, in Danimarca.

Per far capire quanto è facile consumare questi grassi d’abitudine, sono stati analizzati alcuni alimenti. Bene, i cinque grammi si assumono senza troppa fatica con 100  grammi di popcorn, oppure di alcuni biscotti, torte, wafer confezionati.  «La soluzione è quella di seguire la nostra dieta mediterranea, così importante per la salute da essere stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 2010», interviene Riccardo Cappato, direttore del Centro di Ricerca Elettrofisiologica, ospedale Humanitas, Milano e della II Elettrofisiologia Clinica ed Aritmologia delle Cliniche Gavazzeni di Bergamo. «Mangiare regolarmente tutti i giorni frutta, verdura, cereali integrali, pesce, legumi, ha un effetto in un certo senso disintossicante. In sostanza, toglie la voglia di cibi confezionati oppure precotti, patatine, prodotti da forno industriali. Di conseguenza, si abbassa l’apporto di acidi grassi trans e quindi i rischi per il cuore».

Abbandonare la poltrona e fare attività fisica
Meno di un paziente su cinque effettua attività fisica per almeno 20 minuti tre volte alla settimana. È il risultato delle indagini Euroaspire, un lavoro che ha preso in considerazione la salute del cuore di pazienti di diversi Stati europei.

«Ormai non si contano più gli studi che dimostrano i benefici sull’apparato cardiovascolare dell’attività sportiva», puntualizza il dottor Cappato. «Agisce su tutti i fattori di rischio. Permette all’istante di bruciare le calorie introdotte nell’organismo attraverso l’alimentazione, mentre nelle ore successive i muscoli, stimolati dal movimento, consumano i depositi di grasso. Inoltre rafforza il cuore, migliora la circolazione, regolarizza la pressione, riduce il colesterolo "cattivo" e aumenta quello "buono”».

In accordo col proprio cardiologo e in base al proprio stato di salute, vale allora la regola di dedicare del tempo tutti i giorni allo sport. «Per gli scettici, ci sono anche i numeri a parlare chiaro», dice il professor Cappato. «Praticare un’attività fisica 30 minuti al giorno, e questo significa anche semplicemente camminare, può portare ad esempio a una diminuzione della pressione arteriosa fino a 6  millimetri di mercurio».

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