Secchezza vaginale: cosa c'è da sapere 

A soffrirne sono in tante, anche se in poche lo confessano: più o meno, la metà delle over 50. La ragione? Scoprila nell'articolo

 

Se da qualche tempo i rapporti col tuo partner non sono più come prima, non è detto che sia stanchezza. Se sei in menopausa, può essere  colpa della secchezza vaginale. A soffrirne sono in tante, anche se in poche lo confessano: più o meno, la metà delle over 50. La ragione? La ridotta produzione di estrogeni, che provoca una una riduzione della lubrificazione vaginale. Utilizza allora un detergente intimo soft con sostanze emollienti: aiuta a evitare alterazioni all’ambiente vaginale, che peggiorano il problema. Se in più hai prurito e irritazione scegli gli ovuli alla calendula, che hanno un effetto antinfiammatorio. E per contrastare la secchezza, cerca tra queste soluzioni quella che va meglio per te.

Il gel

Il più soft è a base di acido ialuronico . Rispetto ai prodotti tradizionali, non contiene estrogeni. Ha un’elevata capacità idratante: così, attenua man mano lo stato di secchezza. E senza il rischio di irritazioni alla mucosa vaginale perché ha un’ottima biocompatibilità. In più, stimola la formazione di particolari sostanze che accelerano la guarigione delle microlesioni,  cioè di quelle piccolissime ferite inevitabili quando la lubrificazione è molto scarsa. Il gel non ha odore e a differenza di altri, non altera l’effetto-barriera del profilattico.  La dose? Un’applicazione ogni tre giorni, per circa un mese.

 

La pillola

Il principio attivo si chiama ospemifene e va bene soprattutto se è da poco che ne soffri. “Stimola i recettori estrogenici locali,” spiega Rossella Nappi, professore associato di clinica ostetrica e ginecologica, policlinico San Matteo, Pavia. “In altre parole, fa sì che si “riattivino” gli ormoni ancora presenti dopo la cessazione della funzionalità ovarica. In questo modo, migliorano la lubrificazione e il tono della mucosa vaginale.” La dose? Una volta al giorno per tre mesi. Non ha effetti collaterali, tanto che puoi ripetere il trattamento a cicli, sotto controllo ginecologico.

 

Il laser

È un raggio laser “dolce”. Ed è indicato in particolare se la secchezza è presente da qualche anno e c’è il rischio di piccole perdite di urina e cistiti. “Il laser ha un’azione ristrutturante sui tessuti della zona vaginale,” spiega Stefano Salvatore, responsabile del reparto di uroginecologia, ospedale San Raffaele, Milano. “In pratica, stimola la percentuale di estrogeni ancora attivi, e riaccende l’attività del collagene. Si verifica così un aumento dello spessore dell’epitelio, cioè del tessuto che ricopre le pareti vaginali. E un miglioramento dell’idratazione a livello locale.” Ogni trattamento dura circa dieci minuti e sono sufficienti quattro sedute. È disponibile in diversi ambulatori per la menopausa  e  al momento ha un costo di circa 200 euro a volta.

 

 

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