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Paralisi: una speranza dalle nanotecnologie 

di Neva Ganzerla  - 21 Gennaio 2011
 

Una tecnica tutta italiana fondata sulla nanotecnologia potrebbe costituire una svolta rivoluzionaria nella riparazione delle lesioni midollari post-traumatiche, aprendo nuove strade per la terapia di pazienti colpiti da paralisi.
 
Lo studio, che sarà pubblicato il 25 gennaio sulla prestigiosa rivista scientifica americana ACS Nano, ha portato alla creazione di un'innovativa neuro-protesi di natura biologica, ma progettata e sintetizzata in laboratorio grazie a tecniche di nanotecnologia.
 
Si tratta di una struttura tubolare composta da materiale biocompatibile e assorbibile dal corpo, che ha la funzione di riempire i "buchi" che danneggiano la struttura nervosa e causano la paralisi.
 
Applicata in danni spinali analoghi a quelli dei pazienti quadri e tetraplegici, questa neuro-protesi supporta la rigenerazione delle fibre nervose spinali e del tessuto midollare danneggiato, dando speranza ai pazienti di risolvere la loro immobilità fin ora considerata inguaribile.

La scoperta, completamente italiana, è stata fatta dal team del Prof. Angelo Vescovi, Direttore Scientifico dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietrelcina, Direttore del Centro di Nanomedicina e Ingegneria dei Tessuti dell'Ospedale Niguarda e Professore di Biologia nell'Università di Milano-Bicocca in collaborazione con il giovane ricercatore Fabrizio Gelain, da poco rientrato in Italia dagli Stati Uniti.

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