La tua amica si è fidanzata e ora non ti cerca più 

Analisi di un fenomeno tanto diffuso quanto poco esplorato: ne parliamo con 2 esperti di relazioni, una psicosessuologa e uno psicoanalista, entrambi di fama nazionale

di Alessandra Montelli
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È capitato a tutte: l'amica si fidanza e non si fa più sentire. Addio lunghe chat su whatsapp, serate a ridere a crepapelle e caffè al gusto di gossip o di sostegno reciproco. Ormai lei ha trovato il fidanzato e non ha più tempo per te. A 20 come a 40 anni.

E tu, forte della cultura italiana imperniata sulla famiglia, devi semplicemente accettare (in solitudine) che ormai la coppia viene prima di tutto. Guai a lamentarti ad alta voce: passeresti per infantile, gelosa o, peggio, invidiosa!

- Primo mito da sfatare: le sparizioni dopo l'agognato matrimonio o fidanzamento (parola "arcaica" non a caso...) non sono esclusivamente appannaggio femminile, ma vengono messe in atto anche dagli uomini.

- Seconda bugia: il "lamento" da parte dell'amico abbandonato non ha nulla a che vedere con la gelosia né con l'invidia, ed è una reale sofferenza. L'amica messa da parte si sente sola, e non invidiosa dell'altra che è uscita dalla singletudine, visto che ad essere abbandonate sono anche le amiche impegnate in una relazione.

Quando ci si fidanza si hanno altre esigenze

Ciò che fa soffrire è proprio il concetto ormai abusato e un po' retorico "da sposata, lei ha altre priorità". È proprio la parola "priorità" a essere offensiva, perché suggella definitivamente che tu sei ormai scesa in secondo piano. E poi non sembra che così dicendo si torni un po' indietro, quando le donne dovevano accudire il marito come un bebè? In effetti, gli psicologi ammettono a malincuore che nell'ondata di romanticismo che sta invadendo il mondo contemporaneo, c'è anche un ritorno alla dipendenza affettiva e alla simbiosi, come se ciò potesse salvare l'individuo dalla scarsità di valori.

Poiché la motivazione "non c'è tempo" non ci convince, abbiamo indagato il fenomeno sparizione con due psicoterapeuti esperti di psicologia dello sviluppo, una donna e un uomo, per mettere a confronto i punti di vista femminile e maschile.

Quali sono quindi i motivi per i quali le amicizie spariscono dopo aver trovato l'amore?

«Spesso le sparizioni avvengono in buona fede e dipendono molto dal percorso di vita che lui o lei stanno compiendo: quando si instaura una relazione d'amore, può accadere che non si desidera più un certo tipo di scambio con le vecchie amicizie single o che conducono una vita troppo diversa, perché magari le si trova superate rispetto all'attuale momento di vita - dice la professoressa Chiara Simonelli, docente di Psicologia dello sviluppo sessuale alla Sapienza di Roma - Questo comportamento non indica necessariamente una forma di strumentalizzazione dell'altro, ma spesso è solo una fase: non a caso le vere amicizie, dopo gli allontanamenti iniziali, ricompaiono o rientrano nel gruppo di amici».

Una spiegazione in più ce la fornisce il prof. Roberto Pani, docente di Psicologia clinica all'Università di Bologna: «di solito dietro le sparizioni dei novelli sposi o fidanzati c'è la convinzione (seppure inconsapevole) che trovare l'anima gemella è lo scopo assoluto della vita. Difficile che qualcuno oggi lo dica apertamente, ma di certo lo mette in pratica anche con questi comportamenti che escludono chi non fa parte più della sua nuova vita: non frequentano più le amiche o gli amici di una volta, escono solo con coppie, se desiderano un figlio, cercano solo famiglie con bimbi piccoli ecc.».

Ecco che i neo-accoppiati "si dimenticano" di com'erano prima: soli, tristemente single o, al contrario, allegri festaioli in cerca del partner della vita. Dove sono finite le condivisioni di gioia o dolore di prima?

Il ruolo degli ex amici abbandonati

Ed è proprio questo il punto: che fine fanno questi amici? Cosa son stati? «Alcuni hanno avuto la funzione di "riempimento" della solitudine, in attesa di trovare finalmente l'anima gemella - spiega Chiara Simonelli - altri invece hanno lenito quelle sofferenze dovute alla condizione di single o ai ripetuti incontri sbagliati, ma non è detto che questo tipo di dialogo poi piaccia anche dopo...».

In altri casi, invece, gli ex amici sono stati funzionali alla ricerca del partner. «Le modalità sono cambiate, ma lo scopo di conoscere l'uomo o la donna della vita attraverso gli altri è una pratica diffusissima, proprio come nell'Ottocento si organizzavano i grandi balli per i debutti in società. Se l'amicizia non è (stata) così solida, una volta raggiunto il grande obiettivo, non serve più. Doloroso da accettare, ma è così» spiega Roberto Pani.

A complicare la questione ci si mette il fatto che l'amicizia femminile non contempla la diversità: «quasi mai le donne riescono ad essere amiche tra loro quando sono troppo diverse, e ciò riguarda anche lo status sentimentale - aggiunge la psicologa Simonelli - Al massimo si fa finta di accettare la differenza, ma in genere le donne temono la concorrenza o, nei casi più sensibili, di ferire, qualora abbiano più successo. Ecco che, una volta fidanzate o sposate o divenute mamme, alcune possono non frequentarsi più».

Gli amici dimenticati hanno, quindi, tutto il diritto di soffrire?

«L'abbandono è certamente comprensibile perché fa male, anche se è attuato "solo" da un amico, e probabilmente l'altro si sente "non più utile", una passeggera meteora o un surrogato affettivo» continua lo psicoanalista Pani, «anche se bisognerebbe compiere lo sforzo di tollerare i cambiamenti di vita dell'amico che si è fidanzato» ribadisce la psicosessuologa Simonelli.

Fortunatamente, non tutti spariscono dopo il matrimonio

«A ben guardare, sparisce solo chi idealizza fortemente l'amore, anche se in modo inconsapevole, lo ripeto. E spesso si tratta di persone che desiderano prolungare la famiglia d'origine, trovando un compagno che ricordi ciò che hanno vissuto tra le mura di casa oppure che ricalchi i desideri dei genitori: "devi sposare un bravo ragazzo così sarai felice" - chiosa il prof. Pani - Tuttavia, non generalizzerei, perché le persone, soprattutto le donne, stanno cambiando e stanno finalmente capendo che i matrimoni non sono la ricetta della felicità e che possono anche finire. Non sarà certo isolarsi nella coppia a garantire un amore lungo 50 anni, anche se noi glielo auguriamo!».

E poi è molto importante salvaguardare la propria identità. «Le coppie più felici sono quelle in cui ognuno dei due si dedica ai propri interessi, senza coinvolgere obbligatoriamente 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 il partner, uscendo anche con i vecchi amici single» conclude la professoressa Simonelli. Insomma, il contrario della simbiosi.

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