In vacanza occhio alle punture! 

Api, vespe, calabroni, ricci di mare...piccolo vademecum per sapere cosa fare in caso di punture indesiderate dagli animaletti estivi

di Alessandra Montelli
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Photoshot

 

Se in vacanza vi imbattete negli imenotteri (cioè calabroni, api e vespe) attenzione: pungono immettendo piccole dosi di veleno più o meno tossico per il soggetto. L’ape in genere abbandona il pungiglione dopo la puntura, senza che ciò comporti alcun rischio. Se invece si schiaccia il pungiglione, spremendo sulla cute la dose di veleno contenuto in esso, la puntura dell'ape diventa più fastidiosa.
Occorre disinfettare la parte lesa con acqua ossigenata o amuchina e aggiungere se possibile, una pomata antistaminica, che contenga un po’ di cortisone. Il ghiaccio nel frattempo aiuta a sfiammare la parte del corpo che è stata punta. Se necessario, è utile lenire il dolore con un antidolorifico. Le vespe invece non abbandonano il pungiglione e non si arrestano alla prima puntura.

Più pericolosi possono essere i calabroni perché rilasciano più veleno, e pungono più in profondità.

Se invece a prendervi di mare è uno sciame di vespe e api, il rischio che si corre è ben maggiore di una semplice puntura. A dover prestare particolarmente attenzione sono i soggetti allergici i quali possono essere rischiare uno shock anafilattico, che potrebbe avere conseguenze fatali. Nell'emergenza la somministrazione di cortisone può salvare la vita. I soggetti allergici dovrebbero portare con sé speciali penne pre-dosate di sostanze anti-allergiche (antistaminico e cortisone) da usare in caso di urgenza. Se dopo una puntura si avverte malesseri, quali: difficoltà di respirazione, senso di soffocamento, calo della pressione, arrossamento e gonfiore eccessivo della zona circostante alla puntura, è il caso di rivolgersi al medico o al Pronto Soccorso.

Le zanzare sono facilmente prevenibili con prodotti repellenti e comportamenti corretti, quali l'uso di zanzariere e deodoranti a base di citronella, e con prodotti farmaceutici antistaminici e cortisonici con cloruro di alluminio.

Il morso delle zecche richiede un’estrazione secca e precisa per impedire che esse rilascino saliva, che può essere assai pericolosa, dato che può far ammalare di Lyme e Rickettsiosi, infezioni che possono causare malattie assai indesiderabili.

Se dall'aria ci spostiamo all'ambiente marino, un pericolo non da poco è rappresentato dai ricci di mare: in caso di contatto, gli aculei si conficcano più o meno in profondità nella cute, immettendo piccolissime quantità di tossine. Se gli aculei sono prelevabili e sporgenti, bisogna toglierli con una pinzetta, cercando di non spezzarli in nessun modo. Anche in questo caso, i cortisonici per uso esterno e interno sono utili.

Infine i pesci ragno sono assai dolorosi e dannosi per la pelle. Sono muniti di un pungiglione con il quale pungono il piede del bagnante in modo improvviso. Ammoniaca e cortisonici vanno usati al più presto. Gli antistaminici da somministrare al paziente per bocca e per uso esterno, applicati sotto forma di pomate, sono, ancora una volta, utili per disinfiammare e contenere le varie e possibili reazioni cutanee. Anche l’amuchina, può aiutare: non bisogna usare altri prodotti che potrebbero generare reazioni nocive. Il ghiaccio in questi casi è utile per lenire il dolore.

Guarda cosa fare in caso di punture di meduse.

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