Ridere fa bene alla mente  

Quando si ride nel cervello si attivano le aree del piacere. Entrano in gioco inoltre gli stessi meccanismi compensatori del cibo, del sesso e in generale di tutte le emozioni positive.

di Monica Marelli  - 07 Novembre 2011

Siccome coinvolge tutto il nostro essere, la risata ci dà una sensazione di interezza, di unità tra mente e corpo. Non solo: è una specie di colla sociale. Rinforza i legami fra le persone. Più ridiamo, più ci sentiamo tutt’uno con chi ci sta accanto. È la conclusione dopo vent’anni di studi del professor Robert Provine, psicologo e neurologo all’Università del Maryland (in Italia ha pubblicato Ridere. Un’indagine scientifica, Baldini Castoldi Dalai). Dice lo scienziato: «Il riso è come un linguaggio “di base” che tutti noi comprendiamo e che ci connette uno all’altro in una sorta di legame affettivo. E decisamente piacevole.

Spiega il dottor Luca Passamonti, dell’Istituto di Scienza Neurologiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche: «Quando una persona riceve stimoli divertenti, si attivano immediatamente le stesse aree del cervello che normalmente sono stimolate quando si ottengono “ricompense” come il cibo, il sesso o il denaro. In altre parole l’umorismo è capace di stimolare i nostri centri del piacere».

E ci fa persino superare le malattie. Il caso più celebre è quello dello scrittore americano Norman Cousin, guarito da una grave patologia che gli distruggeva il collagene in tutto il corpo. Mentre era ricoverato, Cousin guardò per interi giorni gli episodi dei Fratelli Marx e di Stanlio e Ollio (era la seconda metà degli Anni Sessanta). Lasciandosi andare a risate a crepapelle, le sue condizioni migliorarono notevolmente. Cousin aveva voluto sperimentare su di sé gli studi medici (di cui era appassionato) che mettevano in relazione le emozioni e il corpo. Da allora molte ricerche hanno confermato che la comicità aiuta davvero nel cammino verso la guarigione, tanto che si parla di comicoterapia o terapia della risata.

Negli ospedali ormai non è più raro vedere i medici che fanno clownterapia per i più piccoli: una ricerca condotta dal New York Presbiterian Hospital ha dimostrato che grazie alle risate, i giorni di degenza diminuiscono e l’uso di anestetici diminuisce del 20%. In Italia diversi ospedali adottano la clownterapia: per sapere come diventari “volontari della risata” si può consultare il sito ViverePerRidere.it, una federazione di associazioni e cooperative sociali.

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