Rischi cardiovascolari che corrono le donne
13/10/2011
"Donne, non sottovalutate i rischi cardiovascolari" ammonisce il Prof. Roberto Ferrari, docente di Cardiologia all'Università di Ferrara, che abbiamo intervistato per voi per essere più informate sulla salute del nostro cuore.
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In un’era in cui l’informazione sulla salute è disponibile su vari canali (tv, media online, riviste specializzate e non ecc), le donne non sono consapevoli dei rischi cardiovascolari che corrono. Sembra paradossale, eppure è così.
Ne abbiamo parlato con il Prof. Roberto Ferrari, docente di Cardiologia all’Università di Ferrara e Presidente della Società Europea di Cardiologia.
“Per i cardiologi le donne costituiscono un piccolo problema, perché nei loro confronti esistono delle difficoltà di percezione delle malattie cardiovascolari, sia da parte delle donne che dei cardiologi stessi. In altri termini, donne e cardiologi percepiscono le malattie cardiovascolare in maniera errata, minimizzando il rischio”.
Interessante, quanto sostiene...
“Le donne corrono il rischio di ammalarsi meno, dal punto di vista cardiovascolare, rispetto agli uomini fintanto che sono in epoca pre-menopausa. Gli ormoni è come se soffiassero un vento leggero che le protegge dalle malattie cardiovascolari. Una volta che le donne entrano in menopausa, questo “vento” simbolico e protettivo smette di soffiare, con la conseguenza che perdono molto in fretta il vantaggio che hanno nei confronti degli uomini.
E la mortalità a causa delle malattie cardiovascolari – è brutto ricordarlo, ma ad onor del vero va fatto – si avvicina e raggiunge quella degli uomini”.
Quali sono i principali rischi cardiovascolari?
"L’infarto, l’angina pectoris e lo scompenso cardiaco (quando il cuore non riesce più a pompare il sangue necessario all’organismo ndr)".
Tuttavia, mi confermava che la percezione delle malattie cardiovascolari da parte della mente femminile è che colpiscono di più gli uomini rispetto alle donne…
“Esatto, il punto è che è un’informazione falsa. Dopo la menopausa, questa differenza si azzera.
Le donne sono molto più preoccupate delle neoplasie mammarie che non dell’angina pectoris (una sorta di pre-infarto ndr).
Però, per 1 donna che avrà un exitus per cancro della mammella 10 purtroppo corrono il rischio di ammalarsi con conseguenze irreversibili di malattie cardiovascolari.Questa errata percezione fa sì che donne sottovalutino il sintomo delle malattie cardiovascolari. La questione si complica inoltre perché i sintomi sono più sfumati nella donna, per ragioni fisiologiche; e quindi si recano meno dal cardiologo.
Persino nei reparti di cardiologia ci sono più uomini che donne, e ciò crea il problema che le donne sono meno curate per le malattie cardiache, al punto tale che gli studi di cardiologia sono effettuati per l’80% su pazienti maschili e non femminili!"
Cosa consiglia dunque alle donne?
"In epoca post-menopausa dovete preoccuparvi delle malattie cardiovascolari!Certo, ricordiamo che c’è un’elevata percentuale di donne fumatrici di età superiore ai 45-50 anni. E poi la donna di oggi non è più la “massaia” di ieri – oserei dire - ma subisce lo stress del lavoro, dei tempi moderni, probabilmente è in sovrappeso, non fa sport: tutto questo non è salutare."
E dal punto di vista pratico, cosa deve fare una donna in post-menopausa?
- Misurare la pressione e tenerla sotto controllo. Non deve superare i limiti di mercurio di140 per la sistolica e 80 per la diastolica;
- misurare la frequenza cardiaca attraverso il polso, che deve essere al di sotto dei 70 battiti al minuto;
- misurarsi il colesterolo LDL (quello cattivo), che deve essere al di sotto di 100;
- deve fare un po’ di esercizio fisico 3 volte alla settimana per almeno mezz’ora (meglio se un’ora). Basta anche una passeggiata, l’essenziale è che sia costante
- non deve fumareE, se può, deve restare allegra.
Mi rendo conto che in tempi di crisi come i nostri, questo suggerimento è difficile da mettere in pratica. Noi cardiologi prevediamo infatti un aumento delle malattie cardiovascolari a causa della crisi economica, poiché inevitabilmente comporterà maggiore stress"
La felicità è importante dunque nella prevenzione delle malattie cardiovascolari:"Certo, le anticipo che alla clinica di Cardiologia dell’Ospedale di Ferrara stiamo preparando la campagna di comunicazione “Be happy Be healthy” in collaborazione con Mediaset, che ha l’obiettivo di sensibilizzare le persone sull’importanza della felicità sul benessere. Sarà pronta in gennaio 2012.
Ma se tutti i fattori, indicati sopra, dovessero essere alterati?
Suggerisco di recarsi immediatamente dal medico specializzato in cardiologia. Ormai disponiamo di terapie farmacologiche efficacissime nel trattamento delle malattie cardiovascolari che riducono in maniera incisiva il rischio.Ricordo un dato: negli ultimi 30 anni, come si sa, la vita media si è allungata di 10 anni. Ebbene, la ricerca in cardiologia ha contribuito a tale allungamento per un valore pari a ben 7 anni, contro la misura l’oncologia che purtroppo ha contribuito per 2,7 mesi.
Ma quali sono le nuove terapie?
"Si tratta di farmaci composti da principi attivi, quali statine, aceinibitori e la semplice aspirina: non danno effetti collaterali, sono molto ben tollerati. E devono essere assunte da persone a rischio sotto stretta sorveglianza del cardiologo di fiducia."In sintesi, ne ricaviamo che le pazienti femminili devono essere sensibilizzate. E questo diventa un monito imprescindibile.
Ringraziamo il Prof. Roberto Ferrari, docente di Cardiologia Università di Ferrara e Presidente della Società Europea di Cardiologia.
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