Ru486, primo caso a Bari 

Pillola abortiva, il via a Bari, tra polemiche e accuse

di Neva Ganzerla  - 08 Aprile 2010

Oggi ad una quarantenne di Bari è stata somministrata la pillola abortiva Ru486, ma nonostante il grande impatto mediatico dell'evento, non è la prima volta che in Italia avviene un aborto non chirurgico.
Nel nostro Paese infatti, la sperimentazione del metodo farmacologico per l'interruzione volontaria di gravidanza è iniziata nel 2005 e da allora sono avventuti 2.300 aborti "chimici".
La sperimentazione è stata effettuata inizialmente in Toscana e Piemonte, nel 2006 si sono aggiunte Emilia Romagna, Marche e la provincia autonoma di Trento, con 1.151 applicazioni della procedura abortiva, nel 2007 si è unita la Puglia per un totale di 1.010 interventi.
Solo lo 0,8 per cento degli aborti complessivi annuali.
Le procedure per la somministrazione si sono differenziate di regione in regione: in Emilia Romagna, per esempio, erano previsti due day hospita, uno per ogni assunzione, e una visita ambulatoriale alla 14a settimana.
La sperimentazione ha confermato la buona resa medica del farmaco.
In 5 anni di sperimentazione si è verificato un singolo caso di ospedalizzazione per complicanze e solo nel 6,6 per cento dei casi si è dovuto effettuare un intervento per completare la procedura a causa di mancato aborto.

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